Lecce, arriva per il fine settimana il festival internazionale dello street food

Oltre 25 trucks da tutto il mondo e birrifici artigianali, faranno tappa al Foro Boario da venerdì 22 novembre a domenica 24

LECCE- Più di trenta chef internazionali friggeranno, impasteranno, arrostiranno e inforneranno con orgoglio e passione i loro street foods, dalla cucina argentina a quella australiana, dalla messicana alla cucina tedesca, fino alle particolarità nazionali come gli arrosticini, la porchetta di Ariccia, gli hamburger di chianina, la bombetta di Alberobello: arriva venerdì 22 novembre all'ex Foro Boario di Lecce la 25esima tappa del Festival Internazionale dello street food 2019, ideato e organizzato da Alfredo Orofino. La manifestazione resterà nel capoluogo salentino sino a domenica 24 (ingresso venerdì dalle 18 alle 24, sabato e domenica dalle 12 alle 24)

Dopo il successo dei due appuntamenti di Brindisi e Taranto nella prima parte di novembre, e che hanno visto la partecipazione di decine di migliaia di persone provenienti da tutta la regione, il Tour del cibo da strada torna in Puglia. Il Festival dello Street Food è un modo di vivere il pranzo o la cena in una vera e propria festa, un incontro con culture culinarie di tutto il mondo arricchito dalla grande capacità e professionalità degli operatori che vi partecipano. Ristoranti su ruote che girano l’Italia e propongono nuove prelibatezze gastronomiche, all’insegna della qualità e realizzate con estrema professionalità.

A Lecce saranno in pista chef qualificati che prepareranno “cibo da strada” di grande qualità e originalità, con prodotti tipici italiani e internazionali. Oltre 25 trucks da tutto il mondo e birrifici artigianali, creeranno un importante avvenimento culinario .

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Tante cucine internazionali comporranno questa ricca carrellata gastronomica: dalla cucina argentina a quella australiana, dalla cucina messicana a quella tedesca, con i più importanti tracks food europei. Sarà molto ricca anche la proposta delle particolarità nazionali come gli arrosticini, la cucina siciliana, la focaccia genovese, la porchetta di Ariccia, gli hamburger di chianina, la bombetta di Alberobello, le fritture di pesce , contornati da ottimi birrifici artigianali tutti rispettando la parola d’ordine del tour, qualità.

In Italia acqua, farina, olio e pomodoro per creare tante specialità come i maccheroni e la pizza, simboli della cucina italiana, nati proprio come cibo di strada; a New York con i carretti di hot dog; a Istanbul con i chioschi del kebab o le creperie sui boulevard di Parigi sono tutti luoghi simbolo dello street food. Rimanendo in Italia, basta ricordare che a Napoli, nelle strade, si mangiavano i maccheroni e la pizza a portafoglio, in Valle d’Aosta la polenta con il lardo di Arnad, in Liguria la focaccia di Recco, la farinata o la panissa genovese, in Emilia Romagna la piadina o lo gnocco fritto senza dimenticare il pinzone di Ferrara ma il palato è esigente non ci si ferma solo ai sapori tradizionali, un buon viaggio che si rispetti ci deve far spaziare almeno con il gusto anche verso altre parti del mondo.

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“Vogliamo far conoscere una nuova ristorazione, una ristorazione mobile, realizzata solo ed esclusivamente con cibi che puntano alla qualità senza tralasciare il buon bere, l’accoglienza e l’aggregazione tra culture” afferma Alfredo Orofino. Il circuito del 2019, sta coinvolgendo un maggior numero di città, ampliando l’interesse a cucine più ricercate come quelle provenienti dai Balcani con il kulak, la tolumba o il sultan jash e tante altre che arricchiranno i gusti e i sapori del festival.

Il pubblico potrà gustare molti piatti regionali italiani, alcuni non conosciuti ai più, come le seadas fritte, culurgionis di Ogliastra, il classico panino alla nuorese con crema di pecorino e salsiccia sarda, il carciofo alla giudia romano, la bombetta di Alberobello, la salsiccia rossa e l’hamburgher rosso di Castelpoto (Presidio Slow Food dal 2009), piccolo paese del Beneventano: il rosso conferitogli dalla polvere proviene dall’essiccazione dei paupuli, peperoni tapepo non piccanti tipici esclusivamente di quella zona: Ancora, l’hamburger piemontese con carne di fassona, formaggio toma, pancetta caramellata e salsa verde, il Bubble tea, servito sia caldo che freddo, con palline aromatizzate alla frutta che quando le bevi salgono dalla cannuccia ed “esplodono in bocca”.

Orofino è stato definito “un portatore sano di energia” con una grande passione, quella per il cibo, un uomo vulcanico, un tornado di idee creative, soprannominato da molti espositori il “re del cibo di strada”. Un passato nel mondo dello spettacolo, nell’organizzazione di grandi eventi, gestore di locali vincenti nella sua città d’origine. Nel 2018 il suo festival è stato il primo a livello nazionale, toccando in lungo ed in largo l’Italia con tantissimi appuntamenti, mentre l’edizione 2019 sta dimostrando, visto l’enorme numero di persone che ha accolto il festival in tutte le piazze, di essere all’altezza delle aspettative e sempre all’insegna dell’eccellenza.

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