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Enza Pagliara in una foto di Fabio Serino.

Enza Pagliara in una foto di Fabio Serino.

Per la Fòcara concerto dedicato a Francesco Mazzotta, il violinista cieco

Originario di Novoli e citato da Ernesto De Martino in "La terra del rimorso". In estate, si racconta, era richiesto in tanti paesi del nord Salento. Sul palco l'Orchestra Popolare della Notte della Taranta

NOVOLI - Un omaggio al violinista Francesco Mazzotta, citato dal noto etnomusicologo Ernesto De Martino nel celebre "La terra del rimorso".  L'Orchestra Popolare Notte della Taranta si esibirà sabato sera a Novoli, per celebrare la tradizionale accensione della Fòcara, ricordando questo personaggio novolese, privo della vista, ma noto per "le guarigioni miracolose che otteneva grazie al suo archetto e forse anche in virtù dei suoi occhi spenti". 

Scriveva ancora De Martino che, "quando sopraggiungeva la stagione della taranta e del suo morso il vecchio cieco percorreva nelle tenebre i paesi immersi nel bianco ardore dell’estate salentina, e visitava Torchiarolo, Arnesano, Campi, Trepuzzi, Squinzano, S. Pier Vernotico, Cellino S.Marco, Surbo, Nardò, Monteroni, S.Pietro in lama, Lequile, Guagnano, S.Donaci, S.Pancrazio, ovunque praticando l’esorcismo risanatore".

La dedica a Mazzotta del concerto (ore 21 in diretta su Antenna Sud) nasce nel solco del protocollo d'intesa siglato con la Fondazione Focara e con il Comune di Novoli per sviluppare la ricerca sul tarantismo nel territorio di Novoli.  E, in questa edizione necessariamente in tono minore, la Fondazione Notte della Taranta ha deciso di investire in cultura proponendo al pubblico delle piattaforme digitali un percorso musicale di ricerca che partirà dalla presentazione di "Sant’Antonio allu desertu",  brano portato alla notorietà dalla cantante di fado portoghese Amalia Rodrigues. “Proposto per la prima volta da Maria Monti nel 1969, il canto fa riferimento alle continue tentazioni che il diavolo riserva all’asceta costretto a rifugiarsi nel deserto. Nella cultura popolare c’è sempre l’invocazione al Santo per essere protetti dalle tentazioni che oggi - ha spiegato il direttore artistico, Daniele Durante, sono rappresentate dal virus. Siamo costretti a resistere alle tentazioni di fare festa, di stare insieme, di abbracciarci. Un attacco frontale  che fronteggiamo con la musica”.

Non mancherà "Fuecu", il brano scritto da Durante nel 2016 appositamente per la Focara che esalta l’ambivalente funzione del fuoco e i suoi simbolici segni oppositivi: spirito e sostanza, salvezza e perdizione, paradiso e inferno, purificazione e contaminazione. E con "Antidotum Tarantulae", l’Orchestra farà vibrare il suono come il legno di ferula scelto da Sant’Antonio per farne bastone, la pianta dal midollo spugnoso che continua a bruciare anche quando apparentemente è spenta. Un viaggio musicale e danzante che vedrà protagonisti i cantanti Enza Pagliara e Antonio Amato; i musicisti Antonio Marra (batteria), Alessandro Monteduro (percussioni), Valerio Combass Bruno (basso), Giuseppe Astore (violino), Attilio Turrisi (chitarra battente), Roberto Chiga (tamburello), Nico Berardi (fiati), Gianluca Longo (mandola), Leonardo Cordella (organetto), Roberto Gemma (fisarmonica);  Serena Pellegrino, Mihaela Coluccia, Cristina Frassanito, Andrea Caracuta, Mattia Politi, Marco Martano.

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