Ictus cerebrale e Radiologia: ospedali della provincia in rete per salvare i pazienti

Novità, in campo medico, adottata dalla Asl Lecce: i risultati clinici dei degenti saranno confrontati fra gli specialisti salentini come fosse un unico ospedale

Il macchinario per eseguire l'esame della Tac

LECCE - L’Ictus e la radiologia saranno si mettono in rete. Un’alleanza “a sei” in cui tutte le strutture ospedaliere della Asl Lecce comunicheranno fra loro come fosse un solo ospedale. E’ diventata realtà, da pochi giorni, la possibilità di dialogo fra specialisti radiologi, neuroradiologi e neurologi delle varie strutture ospedaliere della provincia, tra cui anche i presidi ospedalieri di Casarano, Scorrano, Gallipoli, Copertino, Galatina, strutture definite “Spoke” dal piano di riordino regionale, e l’hub rappresentato dal Polo oncologico del “Vito Fazzi” di Lecce. Un sistema basato sulla condivisione delle competenze, in rete appunto, e sull’utilizzo della tecnologia nella diagnosi e gestione del paziente affetto da ictus cerebrale. Una patologia molto grave, è la terza causa di morte dopo le patologie cardiovascolari e neoplastiche e la prima causa di disabilità, in cui il fattore tempo gioca un ruolo determinante. Con tutto ciò che ne consegue in termini di danno cerebrale, aspettativa di vita, invalidità e recupero delle funzioni.

Per questo la Neurochirurgia nell’ictus emorragico e la Neurologia nell’ictus ischemico hanno indirizzato le finalità d’intervento al contenimento dei danni. Ovviamente, tutto ciò non sarebbe possibile senza una diagnostica per imaging che consenta la diagnosi rapida, di facile accesso e a costi contenuti da un lato, e la neuroradiologia interventistica dall’altro che, oltre ad analizzare l’entità e l’estensione del danno, ha come fine di intervenire nel più breve tempo possibile. Da qui la necessità di sfruttare la tecnologia già in uso in tutti i presidi ospedalieri, dotati ormai da anni di apparecchiatura Tac e collegare le stesse in rete con la Neuroradiologia del “Vito Fazzi”. Le immagini Tac cranio di base, ovvero senza mezzo di contrasto, così ottenute, dai vari presidi vengono inviate telematicamente alla Unità operativa complessa di Neuroradiologia del “Fazzi”, dove è situato un sistema di elaborazione automatica delle immagini che, nell’arco di due minuti, consente di dare a quelle immagini, corrispondenti al paziente con ictus, un valore numerico. Questa elaborazione, correlata alla valutazione clinica trasmessa dai medici dei pronto soccorso e del 118, consente allo specialista di turno del “Fazzi” di stabilire se quel paziente è passibile o meno di terapia specifica per il trattamento dell’ictus.

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Il programma alla base del sistema è denominato Aspect(Alberta stroke program early Ct score) ed è stato prodotto dall’Università di Calgary.  La particolarità sta nella circostanza che il sistema in rete, comprendente tutta la provincia di Lecce, è uno dei primi esempi in cui viene usato su così ampia scala in Italia, dove finora era limitato a singole aziende ospedaliere-universitarie. La prova della bontà, attendibilità ed affidabilità della sistema è testimoniata dal fatto che già nel giro di circa 10 giorni, da quando è stato attivato, esso ha già esaminato e passato al vaglio circa 60 pazienti, dei quali solo in otto casi si è dovuto ricorrere a trattamento specifico, ischemico o emorragico, evitando per la gran parte viaggi e trasferimenti inutili del 118 verso l’ospedale di Lecce. Tutto ciò ha consentito di ridurre i tempi di intervento, limitare i danni cerebrali e permesso un miglior recupero in termini di funzione del sistema nervoso.

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