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Venerdì, 12 Aprile 2024
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Lettera ad un ladro: dopo lo sfogo sui social il furgone rubato viene ritrovato

Un episodio spiacevole per lo staff del Quantobasta, poi conclusosi bene. Le condivisioni su facebook hanno facilitato la localizzazione del mezzo

LECCE - Prima il furto nella notte, poi il messaggio sui social ed infine il tanto desiderato ritrovamento. Tutto in meno di 24 ore. Quello descritto è il quadro generale attorno ad una singolare vicenda che ha coinvolto il Quantobasta, rinomato cocktail bar leccese, il suo titolare Andrea Carlucci e soprattutto il furgone utilizzato dall'attività. 

Lo stesso Fiat Ducato, recante a lato una vistosa scritta con il nome del locale, è stato oggetto di un furto che ha comprensibilmente sconfortato il gestore del Quantobasta. Non solo per la perdita di carattere economico ma anche per il valore affettivo assunto dal veicolo. Quest'ultimo, infatti, negli anni ha accompagnato i collaboratori del locale tra un catering e l'altro, estati ed inverni. E così il titolare si è lasciato andare ad uno sfogo incisivo su facebook intitolato "Lettera aperta a te, che altro non sei che un ladro". 

"Quel furgone fu il nostro secondo passo importante e ci permise di capire che non dovevamo porci limiti, ma tu che ne sai - si legge - Ho imparato durante tutti quei chilometri a conoscere meglio i miei collaboratori, su chi potevo contare quando mi fratturai il piede nel bel mezzo della stagione degli eventi, ma ripeto tu che ne sai". "Abbiamo preso insieme freddo, caldo (tanto), pioggia. Quanto ci farai 2 o 3mila euro?". 

Se i social media hanno una potenzialità è proprio quella della "viralità". Ogni messaggio scritto, così come ciascuna foto postata, si può diffondere in pochi clic generando sensazioni tra i lettori: in questo caso rabbia, sgomento ed empatia. Leggendo e condividendo il messaggio, delle persone comuni hanno potuto aiutare consentendo il ritrovamento del mezzo, avvenuto nel pomeriggio di oggi. 

Con ogni probabilità lo sfogo di Andrea Carlucci sarà giunto anche a chi era indirizzato, ovvero l'autore del furto, che comunque non ha fatto in tempo ad oscurare tutti i simboli che identificavano il Ducato. A lui nessuna maledizione da augurare - proprio citando la lettera del gestore - la vita ha già dato quello che si merita. 

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