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Il miracolo della vita, Marta partorisce in casa al tempo del Covid-19

Giulio è venuto alla luce nella notte tra il giovedì e il venerdì prima di Pasqua, tra le braccia della sua mamma e del suo papà, e il medico, l’infermiera e soccorritore che hanno sentito il suo primo vagito

CAVALLINO - Era seduta nella vasca da bagno immersa fino al pancione nell’acqua calda perché aveva bisogno di rilassarsi: Marta ha partorito il suo piccolo Giulio nel calore della casa di famiglia e tra le braccia del marito Marco, con l’aiuto del medico, dell’infermiera e dell’autista soccorritore che, appena ricevuto la telefonata della rottura delle acque, si sono precipitati a un civico di Cavallino.

È la storia di un commovente miracolo quella che l’infermiera Annagrazia Martena racconta a LeccePrima, ripercorrendo i momenti della notte tra giovedì 1 aprile e venerdì 2, intorno alle 4 del mattino quando la sua postazione del 118 ha ricevuto la telefonata dal futuro papà: “Presto, a mia moglie si sono rotte le acque, sta per partorire”. Una corsa contro il tempo sulla strada abilmente controllata dall’autista soccorritore Marco Tarantino con cui ha viaggiato Annagrazia Martena nell’auto medica.

“Nell’ambulanza c’era il dottore Antonio Cioffi, anche rianimatore, quindi arrivavamo preparati e pronti a tutto” dice l’infermiera che salendo le scale dell’appartamento fino a raggiungere il secondo piano, ci è arrivata con l’affanno più per l’ansia e l’intervento da effettuare, da sportiva che è. “In 22 anni non mi era mai capitato di far nascere un bambino in casa, è stata la prima volta ed è stata un emozione unica e indescrivibile” continua chi ha esperienza professionale di sale operatorie, sale parto e nidi negli ospedali.

“Quando l’ho guardata nella vasca mi ha detto ‘Sto per partorire’ e l’abbiamo aiutata a uscirne e trasportata sul letto dove abbiamo assistito al miracolo”. Il piccolo Giulio non solo è nato ai tempi del Covid-19, ma nella sua casa, tra le braccia del papà e della mamma, assistiti da un team di professionisti sanitari che si sono sciolti nei sorrisi quando hanno sentito i primi vagiti del bebè. “Ho tagliato il cordone ombelicale usando tutto l’occorrente del kit parto che abbiamo nell’auto medica. Ho assistito a così tanti parti che sapevo esattamente cosa fare” racconta senza riprender fiato l’infermiera Annagrazia Martena. “Mentre scendevo le scale con il bambino avvolto nelle coperta, gli stimolavo i piedini. La mamma è stata messa sulla sedie a rotelle e insieme ci siamo diretti verso l’ospedale”. Una storia piena di adrenalina, di gioia e commozione che lascia spazio all’amore che per una vita doneranno mamma e papà al piccolo Giulio.

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