Domenica, 20 Giugno 2021
social

Al fischio dell’arbitro partono insulti e poi le percosse: match sospeso

E’ accaduto ieri, durante la partita Zollino - Collepasso. Il giudice della gara guarirà in 5 giorni. Potrebero scattare denuncia e Daspo per il calciatore

Il campo sportivo di Zollino

ZOLLINO – Gli atleti del "Zollino calcio" stavano per vincere 1 a 0. Al 43esimo minuto del primo tempo, l’arbitro ha disposto un calcio di rigore per la squadra del comune grico, che stava affrontando il Collepasso, nel campionato di seconda categoria, girone C. La decisione, però, non è stata accolta bene dai tifosi del team ospite, i quali hanno fatto partire cori e proteste dagli spalti. Fin qui, tutto "bene". Se non fosse che uno dei giocatori del Collepasso, in quel momento seduto in panchina, si è alzato, dirigendosi verso l’arbitro. Lo avrebbe dapprima strattonato, per poi sferragli un colpo sul viso. Immobilizzato dai suoi stessi compagnia di squadra e dagli altri presenti, è stato espulso immediatamente e il giudice di gara soccorso dai sanitari del 118.

Mentre l’arbitro è stato medicato sul posto e poi giudicato guaribile nell’arco di cinque giorni, il calciatore che ha dato sfogo alla violenza è stato invece trattenuto dai carabinieri della stazione di Soleto, presenti durante la partita per un ordinario servizio di ordine pubblico. Nei confronti dell'atleta, potrebbero scattare a stretto giro di posta una denuncia in stato di libertà e un Daspo, il divieto di accesso alle manifestazioni sportive. “Censuriamo il fatto che nulla ha a che vedere con lo spirito sportivo”, ha dichiarato Danilo Tondi, il presidente della Polisportiva di Zollino. “Avremmo preferito che la partita continuasse, senza intoppi né conseguenze simili”.

La replica del Collepasso

Sulla vicenda, intanto, si è espresso anche l'allenatore dell'Usd Collepasso, Mino Mega. Di seguito, la nota riportata integralmente: "In merito all'articolo sulla partita Zollino vs Collepasso in qualità di allenatore del Collepasso ed anche a nome del presidente sig. Marcello Caltabiano tengo a precisare: fermo restando che il gesto del nostro tesserato è da censurare e che la società ha già preso nella stessa giornata di ieri seri provvedimenti contro il calciatore, devo constatare che l'articolo da Voi pubblicato riporta diverse inesattezze".

"Sugli spalti c'erano solo tifosi dello Zollino, perlopiù una decina di ragazzini che hanno insultato i nostri giocatori fin dall'ingresso in campo, tifosi al seguito del Collepasso erano solo i genitori del nostro portiere, quindi non credo che due sole persone, perlopiù anziane, possano far partire cori di proteste e che possano impensierire l'ordine pubblico".

"Il nostro giocatore non è stato mai  trattenuto da nessun carabiniere né gli sono state mai chieste generalità o quant'altro necessarie a elevare alcun procedimento penale o amministrativo, anzi con i rappresentanti dell'arma si è tenuto un tranquillo e pacato colloquio. Infine fino a quando non sono stato presente io negli spogliatoi non è mai intervenuto il 118 né il responsabile degli arbitri presente negli spogliatoi, ci ha riferito che ve ne fosse necessità, tenendo conto che il sottoscritto è infermiere. Mi rammarico che per la vicenda in questione sia stata sentita solo una parte e sia stato ignorato il Collepasso, che in tutta questa storia diventa anch'esso vittima".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Al fischio dell’arbitro partono insulti e poi le percosse: match sospeso

LeccePrima è in caricamento