La via Francigena fruibile per i disabili: la grande sfida di Adriano Bolognese

Il presidente dell’associazione Mollare mai, atleta ciclistico con handbike, lancia appello alle amministrazioni: “Collaborate al progetto per abbattere le barriere architettoniche”

CARPIGNANO SALENTINO - Ha sceso i gradini della cripta di San Salvatore, a Giurdignano, facendo leva sulla forza di braccia e glutei, dimostrando che il coraggio e la forza di volontà abitano il proprio cuore: Adriano Bolognese, ex campione italiano di mountain bike nella stagione 2006/2007 e campione regionale Puglia e provinciale Lecce fino al 2010, ha percorso la via Traiana Calabra, tratto della via Francigena che va da Lecce a Santa Maria di Leuca, in carrozzina.

Presidente dell’associazione “Mollare mai”, Adriano ha spinto per 120 chilometri in tre giorni afosi di agosto, dal 28 agosto al 30, le due ruote che hanno preso il posto delle proprie gambe a causa di un incidente sul posto di lavoro. La redazione di LeccePrima l’ha incontrato a Serrano (frazione di Carpignano Salentino), in piazza Lubelli, in compagnia di Fabio Stomaci, la guida che l’ha avviato al percorso, e Katia Botrugno, segreteria dell’associazione.

“La mattina, quando mi svegliavo, vedevo persone con zaini e attrezzatura da alpini passare sotto casa e mi chiedevo chi fossero”, racconta Adriano Bolognese, oggi atleta ciclistico con handbike. “L’unico che poteva sapere era Fabio Stomaci che non conoscevo personalmente e che ho invitato a prendere una birra insieme”, prosegue con entusiasmo. “Fabio mi ha spiegato che quelle famiglie e quei ragazzi percorrevano la via Francigena. E perché non anche io?”

Video | La grande sfida: le interviste

È iniziata così la sfida di Adriano Bolognese, divenuto un simbolo di coraggio e forza di volontà per gli amici associati di “Mollare mai”, che raduna non solo persone con diverse disabilità, ma anche i normodotati che dal loro presidente traggono ispirazione per le sfide sportive e quotidiane.

La via Francigena, riconosciuta dal Consiglio d’Europa itinerario culturale nel 1994, è un complesso di vie di pellegrinaggio che venivano percorse dai fedeli desiderosi di raggiungere la Terra Santa: il percorso parte da Canterbury, in Inghilterra, attraversa la Francia, la Svizzera e l’Italia fino al porto di Otranto, dove ci si imbarcava per raggiungere l’Oriente.

“Così Fabio mi ha illustrato il percorso, illuminato sull’affascinante storia che nasconde e ho deciso di intraprendere il viaggio da Lecce a Santa Maria di Leuca: ben 120 chilometri che ho percorso in compagnia dei miei soci, tra cui Stefano Petranca, e le guide”. Il progetto di Adriano è preciso: “Permettere a tutti i disabili di percorrere la via Francigena, adattando il percorso dopo averlo testato. Abbiamo trovato alternative e strade asfaltate laddove i punti non erano percorribili, mantenendo tuttavia l’originalità del percorso. Tutto è andato a buon fine. Ma non finisce qui perché bisogna pensare ai punti di ristoro, trovare parafarmacie, ospedali, farmacie, qualunque mezzo per permettere ai disabili di percorrere in tutta tranquillità il cammino. Dobbiamo trovare anche le officine”, prosegue Adriano, sorridendo e raccontando gli episodi in cui ha forato quattro volte le ruote della propria carrozzina.

“Soli non si va da nessuna parte nei percorsi in sterrato, percorsi che per me sono facili, ma a volte ci sono gradini e massi che con la carrozzina non si possono superare. Vorremmo che le amministrazioni ci aiutassero nel progetto per rendere fruibile anche a noi il percorso. Invito ad attrezzarsi di montascale, per esempio, perché tutti devono poter godere delle bellezze e valorizzare il territorio”.

Dello stesso parere è Fabio Stomaci, che al fianco di Luigi Del Prete, presidente dell’associazione delle “Comunità ospitanti le vie francigene della Puglia Meridionale”, ai geografi Fabio Mitrotti e Giorgia Santoro, e la professoressa Anna Trono, è cultore ed estimatore del valore storico, culturale e turistico della via Francigena: “Per il pellegrino, il viandante, il camminatore che si mette in cammino per lungo tempo, è importante ricevere ospitalità e godere delle bellezze nella loro interezza”, spiega Stomaci. “Non dobbiamo dimenticare che tutto il territorio va curato come un centro storico e sono contento quando le comunità attraversate dalla via Francigena, comprendendone l’importanza, sono unite nella trasformazione di un territorio martoriato dall’inciviltà. C’è un contagio positivo in cui i cittadini stanno allestendo le zone di ristoro con panchine e servizi utili a chi viaggia a piedi. E le amministrazioni dovrebbero dare una mano in questo”.

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Nella speranza che l’appello dell’atleta Adriano Bolognese e di Fabio Stomaci possa essere accolta e concretamente realizzata dalle amministrazioni coinvolte, vi lasciamo con le parole di Katia Botrugno, segretaria di “Mollare mai”: “L’obiettivo è di creare interscambio, integrazione e soprattutto conoscenza perché spesso non siamo all’altezza di chi ha alcune debolezze. La paura del diverso è sempre ciò che crea limiti, muri e lontananza”.

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