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Giovedì, 18 Aprile 2024
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Riqualificazione rotatoria, un monumento per celebrare i 200 anni dell'Arma della cavalleria

Lo spazio in questione si trova all’incrocio tra viale Grassi e viale della Repubblica. L'opera del bicentenario rimarrà per dieci anni nella disponibilità dei committenti, salvo poi diventare bene di proprietà del Comune di Lecce

LECCE - Sono cominciati in città i lavori per la realizzazione del monumento in occasione del bicentenario dell'Arma della cavalleria, opera che sarà inaugurata nel cuore del Salento il prossimo 29 settembre.

Dal costo complessivo di 100mila euro, con la sua forma ovale occuperà 650 metri quadri di spazio. L'intervento di riqualificazione urbana è proposto dall'associazione nazionale Arma di Cavalleria (Anac), sezione di Lecce (l’unica sede nazionale della Scuola di Cavalleria) in collaboraione con Anci (associazione nazionale Arma carristi italiani).

L’intervento progettato dallo studio iArchitettura di Alfredo Foresta con gli architetti Lorenzo D’Elia, Tiziana Panareo e Simone Schimera - e finanziato da R.I. spa di Trepuzzi, con il contributo dell'associazione volontari italiani del sangue di Lecce - ha come obiettivo quello di riqualificare una rotatoria in stato di abbandono situata nella zona periferica del capoluogo salentino, all’incrocio tra viale Grassi e viale della Repubblica al confine tra i quartieri San Pio e Ferrovia. Un simbolo d’arte che si inserisce in un panorama urbano periferico, pronto a vivere una stagione di riqualificazione; una sperimentazione ideata da Foresta, promossa dal direttivo Anac e voluta dal generale Dei, che vedrà, a breve, la realizzazione anche del Museo della Cavalleria lungo il muro della caserma Zappala.

Anche il logo ha assunto un significato speciale, figlio di un preciso disegno architettonico. Si tratta della proiezione geometrica della costruzione dell’ellissi, dove i raggi della costruzione diventano le direttrici dove andare a scrivere e proiettare dal foglio all’immaginario collettivo il significato del bicentenario. È quasi un logo che da una parte si inserisce nella tradizione barocca (l’ellisse), i raggi proiettati verso l’osservatore invece rappresentano un immagine futurista.

Prospetto futuro del monumento

Il monumento del bicentenario rimarrà per dieci anni nella disponibilità dei committenti, salvo poi diventare bene di proprietà dell’amministrazione di Lecce. La scuola di cavalleria è presente ed amata nel capuologo della tradizione barocca, così come dimostrato in occasione della pandemia quando sono stati vaccinati nell’hub della scuola mezzo milioni di salentini. Solo pochi giorni fa è arrivata ancora una pratica dimostrazione di collaborazione quando i Leopard cingolati (presenti nel campo di Torre Venere) sono partiti alla volta della marina di San Cataldo per spegnere i roghi che avevano già devastato 60 ettari di verde. Ecco perché l’intenzione è quella di ergere un monumento che non appartenga più a Lecce o al Salento ma diventi un oggetto di respiro nazionale dotato di valori universali, nell’auspicio di superare definitivamente una condizione di provincialismo.

L’epigarafe che sarà realizzata sull’installazione, per volontà dell’architetto Foresta e con la condivisione d’intenti di Anac e Anci, reciterà: "L’impronta mai doma, risponde presente all’Amor di Patria". La forma ovale, richiama la tradizione architettonica romanica. Si tratta di un esplicito richiamo alla spazialità della Roma barocca.

Prosepetto dell'opera

"Il disegno d’architettura diventa l’elemento figurato, si svela al movimento, si mostra al passante e dialoga con il visitatore, si integra con lo spazio urbano - ha spiegato Alfredo Foresta - un monito di pace di una nuova metafora urbana che nasce dalle orme della cavalleria e nel solco dei cingoli proietta il nuovo tempo".

"Un ulteriore contributo per continuare il processo di rifioritura urbana - dice il presidente Anac Lecce, Pascquale Paladini - Un valore aggiunto che materializza una nuova condiziona urbana, opportunità di riscatto del quartiere Casermette, da sempre considerato il retro dei muri delle caserme". 

"Tutti quelli che guarderanno il monumento avranno certamente un pensiero per i caduti - conclude Emanuele Lasalandra, presidente Anac Puglia e Basilicata - un emozionarsi per la storia della Scuola di Cavalleria e le gesta dei Cavalieri e Carristi".

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