Lunedì, 14 Giugno 2021
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"Rural revolution", presentato a Roma progetto salentino per case ecologiche

Il lavoro dello studio Metamor è tra i vincitori del bando "Ecoluoghi 2018" che premia la progettazione di case ecologiche e il riuso degli spazi

"Rural revolution".

LECCE – Il progetto "Rural Revolution", ambientato nel parco dei Paduli a cura dello studio di architettura Metamor, è stato presentato a Roma nell’esposizione “Le case e la città – nuovi modelli dell’abitare sostenibile”, in corso presso l’ex mattatoio ora sede del Dipartimento di architettura.

Il team di architetti salentini – Juri Battaglini, Marco Lazzari, Gaetano Fornarelli, Mauro Lazzari, coadiuvati dalla loro collega Sara Lagna e dagli ingegneri Matteo Monosi e Francesco Giannotta, e con Andrea Pati – si sono aggiudicati il bando nazionale Eco_Luoghi 2018 promosso dal ministero dell’Ambiente, Unioncamere e Associazione Mecenate 90 in collaborazione con il Dipartimento di Architettura Roma Tre, il Consiglio Nazionale degli Ingegneri e il sostegno di FederlegnoArredo.   

Il bando premia la migliore architettura in tema di progettazione di case ecologiche ed il riuso di spazi pubblici e privati. Esito del concorso è la costruzione dei prototipi abitativi che sono già visibili nella mostra “La Casa e la città, nuovi modi dell’abitare sostenibile” fino al 20 ottobre a Roma presso l’ex-Mattatoio. In tutto sono stati cinque gli studi premiati e tra questi Metamor.

La partecipazione al concorso Eco_luoghi è stata per gli architetti di Metamor “l’occasione di riportare alle cronache contemporanee un dibattito a lungo trattato: la salvaguardia dell’architettura minoreLa ricerca architettonica in questo caso non è stata un atto formale, ma un tentativo di favorire l’evoluzione ecologica e funzionale di alcuni elementi costituenti il più importante patrimonio paesaggistico d’Italia: l’architettura rurale.

“Crediamo – hanno spiegato gli architetti - che Eco_luoghi 2018 possa essere lo spazio per rilanciare e dare la giusta visibilità a questa tematica; il luogo ideale per tracciare nuove strategie di salvaguardia di questa eredità diffusa sul nostro territorio e al tempo stesso capace di innescare nuove economie (attraverso tecniche costruttive ecocompatibili) di supporto all’agricoltura e legate a una ricettività turistica alternativa a quella costiera, sostenibile e senza ulteriore consumo di suolo a cui oggi, purtroppo, assistiamo nel Salento sotto il peso dell’insediamento di villaggi turistici in stile mediterraneo frutto di una cultura massificante e poco attenta all’innovazione ecologica, tecnologica e architettonica”.

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