Domenica, 21 Luglio 2024
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La salentina Rachele Andrioli vince il "Premio nazionale città di Loano"

L'artista riceve il riconoscimento per il "Miglior album 2022" nel corso della prestigiosa rassegna, che celebra la musica tradizionale italiana. Conquista, inoltre, anche il "Premio giovani" come miglior under 35

LOANO (SAVONA) - È Leuca, esordio solista della cantante salentina Rachele Andrioli, pubblicato da Finisterre, l’album vincitore del Premio nazionale città di Loano. Si tratta del più prestigioso riconoscimento per la musica di tradizione in Italia, assegnato ogni anno alla migliore produzione musicale di ambito folk da una giuria composta da oltre cinquanta giornalisti specializzati e studiosi. Sempre Leuca si aggiudica anche il Premio Giovani, riservato a musiciste e musicisti under 35.

La diciannovesima edizione della rassegna, prevista dal 26 al 28 luglio 2023 a Loano, conferma dunque l’attenzione del Premio a una nuova generazione di performer, che ha saputo far propria l’eredità delle musiche di tradizione, in dialetto o nelle lingue minoritarie, ma che la porta avanti nel contesto delle nuove creatività musicali.

"La doppia vittoria di Leuca di Rachele Andrioli non ci coglie impreparati" afferma il direttore artistico Jacopo Tomatis. "Da anni con il Premio Loano sosteniamo i giovani musicisti e le giovani musiciste attraverso produzioni originali e inviti ad hoc, e fra i dischi più votati dalla nostra giuria nelle ultime edizioni figurano numerosi artisti della nuova generazione. Si tratta – come Rachele Andrioli – di performer cresciuti nel pieno del rilancio della world music degli anni duemila, che hanno riscoperto le loro tradizioni attraverso le loro famiglie o con la mediazione dei dischi e di Internet. In ogni caso, ci raccontano di un nuovo fermento intorno a queste musiche in Italia, portato avanti con tecniche e strumenti sempre più raffinati, con tanta passione e senza imporsi più limiti filologici o ideologici".

"Il Premio nazionale città di Loano – affermano il sindaco di Loano, Luca Lettieri, e l'assessore alla cultura, Enrica Rocca – non si propone solo di premiare le migliori produzioni folk dell'ultimo periodo o di tributare il giusto omaggio a chi, negli anni, si è affermato come uno dei migliori rappresentanti di questo particolare genere, ma ha anche l'obiettivo di promuovere un tipo di musica che si colloca nel solco del costume e delle tradizioni locali del nostro Paese. I ritmi, le sonorità, i temi, persino gli strumenti utilizzati sono, nella maggior parte dei casi, espressione diretta della musica del nostro passato. Il Premio, dunque, ha un importantissimo valore storico e culturale e rappresenta una manifestazione dal significato trasversale che contribuisce a salvaguardare e tramandare pagine importantissime della storia italiana. Vogliamo ringraziare gli organizzatori e gli uffici comunali coinvolti nella pianificazione di questo evento".

Rachele Andrioli, cantante e percussionista classe 1989, è una delle più originali interpreti della nuova musica salentina. In una carriera iniziata ancora da adolescente ha diviso il palco con musicisti pugliesi e da tutto il mondo, da Officina Zoé, Giro di Banda e Tarantavirus (con Cesare dell'Anna) a Rocco Nigro, con il quale ha pubblicato ben tre album (Malìe, 2014; Maldimé, 2015; Maletiempu, 2018), da Arto Lindsay e Piers Faccini fino a Baba Sissoko.

Il brano vincitore è stato prodotto da Erasmo Treglia per Finisterre e registrato da Valerio Durante, è il suo esordio solista. "Leuca è un nome femminile -Ha spiegato Andrioli in un’intervista rilasciata a Guido Festinese per il giornale della musica -  È il nome del capo estremo di Puglia dove sono nata e vivo, significa bianca, ed è un colore che non è un colore perché li contiene tutti. Qualcuno dice che era il colore dell’alba per le navi che si avvicinavano, qualcuno quello della spuma del mare sulle scogliere». I suoni del disco fondono il repertorio popolare pugliese con mondi diversi e nuovi, anche grazie alla collaborazione di Redi Hasa al violoncello e dell’ensemble vocale Coro a Coro, fondato dalla stessa Andrioli e composto da oltre 40 donne salentine. "Portare avanti una tradizione essendo qui e oggi, non nel passato - dice Andrioli - potrebbe essere paragonato a un rapporto d'amore: è qualcosa su cui devi lavorare con costanza, nel presente, per tenere accesa la fiamma".

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