rotate-mobile
social Nardò

Salvatore Napoli Leone, la vita dell'inventore neretino emerge sui media nazionali

Elogiato da Guglielmo Marconi, stimato da Papa Paolo VI, andò a Fiume con D'Annunzio. Salvatore Napoli Leone è stato un inventore dalla vita ricca di esperienze, raccontata anche dal Tg2 Storie. Il Comune di Nardò gli ha dedicato una mostra permanente, organizzata dagli studenti del liceo artistico Vanoni

NARDO' - Dalla città salentina inondava di richieste l'ufficio brevetti della Capitale: inchiostri, sciroppi, dolci e profumi erano solo alcuni dei prodotti che voleva registrare. Si tratta di Salvatore Napoli Leone e della sua ricca storia personale, fatta di grandi emozioni ma anche di cocenti delusioni. Le vicende che lo hanno riguardato sono state raccontate al grande pubblico nazionale nel corso della puntata di Tg2 Storie andata in onda il 2 aprile 2022. 

"Nessuno sapeva di questa potenzialità - afferma Marcello Gaballo, presidente della fondazione Terra d'Otranto - La città, forse, non gli dette l'importanza che meritava. Dopo quello che abbiamo scoperto e quello che Salvatore Napoli Leone ha lasciato come documentazione, constatiamo che lui era veramente una persona di grandissimo livello". 

Chi era Salvatore Napoli Leone?

Salvatore, per gli amici Totò, era un inventore ed imprenditore originario di Nardò. Nato nel 1905, ultimo di sei figli, a 18 mesi fu dato in adozione agli zii Palma e Gregorio Leone; Quest'ultimo fu il pioniere dell'industria locale in quanto produttore di bevande gassate, liquori, vini e persino di champagne.

A soli 13 anni Totò diede vita alla sua prima industria, una fabbrica di liquori da scrivere che arrivò ad esportare fino in Albania. Nel 1920 fondò Atala, l'azienda che produceva inchiostri e crema lucida per realizzare - inizialmente - ben 87 tipi di inchiostri. Il numero di quelli inventati da lui arriverà sino a 180, tra cui il celebre "333 usi Leone". Quest'ultimo, secondo quanto riportato da testimonianze cartacee, venne elogiato da personaggi influenti come Guglielmo Marconi.

Fra le vicende che accompagnarono la sua vita emerge anche quella del novembre del 1919, periodo in cui si recò a Fiume al fianco di Gabriele D'Annunzio.

Svolse il ruolo di fornitore di liquori per la Real Casa, divenne cavaliere e commendatore premiato dal Partito nazionale fascista; Poi assunse la carica di grande ufficiale della Repubblica Italiana, ed è accertata la stima che nutriva in lui Papa Paolo VI. 

Tra le sue creazioni imprenditoriali più note: l'Amaro Tripoli, l' Amaro del Sempione, un cono gelato commestibile - ma più solido - che non si sciogliesse in bocca, ed anche un liquore anti-malarico.

Agli inizi degli anni '30 si ritrovò sul lastrico a causa di avventate fideiussioni. "Gli sequestrarono tutto ed andò a fare il manovale a Napoli, dove - però - si accorsero subito del suo talento.- Afferma Marcello Gaballo - Restò lì per qualche anno, prima di tornare in Salento ".

La mostra permanente

La sua città natale ha deciso di dedicargli una mostra permanente, allestita in tre stanze del Castello Acquaviva, oggi sede del Municipio. Documenti, lettere, etichette - alcune realizzate dal pittore Gino Gabrieli - copie dei brevetti, mobilio originale; Il tutto sistemato dai ragazzi del liceo artistico Vanoni. 

"E' stato valorizzato il senso dell'appartenenza culturale del paese. - afferma Angelo Destradis, dirigente scolastico dell'istituto. - Gli studenti hanno effettuato delle ricerche personali su questa figura, anche grazie alle testimonianze delle persone più anziane".  

Nell'esposizione sono presenti anche dei riferimenti riguardo il periodo che va dal 1919 al '69, fase in cui l'inventore si dedicò alla scrittura di decine di operette. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Salvatore Napoli Leone, la vita dell'inventore neretino emerge sui media nazionali

LeccePrima è in caricamento