Incendio devasta un allevamento privato, quattro cani muoiono nel rogo

Nulla da fare per tre cani di varie razze. Probabilmente il fatto avvenuto per il malfunzionamento di una lampada a infrarossi

SAN DONATO DI LECCE – In quattro non ce l’hanno fatta. Quando i veterinari del Siav area nord dell’Asl di Lecce sono arrivati sul posto, hanno trovato i miseri resti di quattro, poveri canim, fra cui uno Shiba Inu e un Chihuahua.

La parte buona della notizia è che i più fra i cani - in tutto erano una ventina - si sono salvati da un devastante incendio grazie al prodigarsi dei vigili del fuoco arrivati dal comando provinciale di Lecce e che hanno lavorato a lungo sul luogo del disastro. Se l’intervento non fosse stato tempestivo, avrebbero probabilmente incontrato una morte orribile quasi tutti gli animali di un allevamento privato nelle campagne di San Donato di Lecce, di proprietà di una coppia di commercianti del posto.

Le fiamme, infatti, hanno divorato i box di legno in cui si trovavano. L’incendio s’è propagato con particolare intensità - ed è probabilmente il motivo stesso per cui ben quattro cani sono morti -, a causa del forte vento, che questa mattina, quando è avvenuto il fatto, spirava fino a 50 chilometri orari.  

Erano le 10 circa quando si è sollevata in cielo una colonna di fumo, ben visibile anche agli automobilisti di passaggio sulla strada che collega San Cesario di Lecce a Galatina. L’allevamento si trova nei pressi dello svincolo per San Donato. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, sono arrivati anche i carabinieri e gli agenti di polizia locale. Questi ultimi hanno poi richiesto l’intervento dei veterinari.

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Le cause, presumibilmente, sono da attribuirsi al malfunzionamento di una delle lampade a infrarossi usate per riscaldare in particolare i cuccioli. E’ l’unica spiegazione, almeno, dato che non vi sono in quel punto altre fonti che potrebbero provocare un rogo. Quanto al luogo, era tutto in regola e autorizzato. Si dovrebbe essere trattato, quindi, di un tragico incidente in cui purtroppo i poveri cani più vicini alla fonte del rogo non hanno trovato scampo.

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