Porto Cesareo, sarcofago riemerso: iniziati i lavori di messa in sicurezza

E’ stato avviato nella giornata di ieri, 20 novembre, il cantiere per il recupero, lo studio dei resti umani e per lo scavo della necropoli, grazie ai fondi ottenuti dalla Soprintendenza archeologica

PORTO CESAREO – "Il Soprintendente, architetto Maria Piccarreta, ha ottenuto i fondi necessari ad avviare un intervento di recupero, scavo e messa in sicurezza dei resti", si legge nella nota della Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio delle province di Brindisi Lecce e Taranto.

Sarcofago in superficie: "Attivata l'Unità di crisi del Ministero dei Beni culturali"

Come già riportato dalla redazione di LeccePrima, le mareggiate del 12 e 13 novembre scorso che hanno fatto riaffiorare, e parzialmente disperso alcuni resti umani di pertinenza di una necropoli in parte indagata, avevano destato profonda preoccupazione agli archeologi che monitorano la fascia costiera, al punto da attivare "l'Unità di crisi del Ministero dei Beni culturali".

"La tempestività dell’intervento di recupero dei resti, attuato dalla Soprintendenza nella mattinata di sabato 16 novembre, ha consentito di portare il tema all’attenzione dei dirigenti del MiBact (Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo)", prosegue la nota.

Vista la notevole imprevedibilità delle condizioni meteo e la particolare posizione della necropoli, che a causa dell’erosione della fascia costiera si trova ormai soggetta all’azione costante del moto ondoso, il  cantiere è stato avviato nella giornata di ieri, 20 novembre.

E come già annunciato, sarà l’impresa Nicolì, che nei prossimi mesi eseguirà le operazioni sotto la direzione di un team di funzionari e tecnici della Soprintendenza composto dall’architetto Michela Catalano, Serena Strafella e Angelo Raguso.

Sul campo interverranno archeologi e antropologi che per conto del Ministero provvederanno non solo al recupero dei materiali, ma soprattutto allo scavo e allo studio dei resti umani.

I sarcofagi litici, tra cui molti coperchi e lastre, che presentano lesioni consistenti e sono tutti in stato frammentario, verranno ricoverati nel Laboratorio di restauro di Taranto, dove saranno eseguiti gli interventi indispensabili alla conservazione e alla successiva valorizzazione.

I fondi richiesti consentiranno, inoltre, di mettere in sicurezza anche due relitti individuati negli anni scorsi nelle acque di Porto Cesareo, già oggetto di attenzione in queste settimane, e seriamente a rischio a causa dell’azione delle correnti.

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