Scorci e aneddoti di una Lecce quieta e sfuggente: una visita per veri intenditori

Con l'iniziativa "Refrigeria Temporis" la possibilità di abbinare l'amore per la propria città alla passione per la birra. E anche la seconda uscita è già sold out

Il gruppo in piazzetta delle Giravolte.

LECCE – Scoprire scorci della propria città mentre si sorseggia birra artigianale è un doppio godimento, diciamocelo subito. Quando il graduale ritorno alla normale quotidianità passa anche dal recupero di spazi di condivisione, confronto, convivialità, lasciando da parte la realtà parallela che abbiamo alimentato ossessivamente con smartphone e computer nel periodo inedito e faticoso dell’isolamento da Covid-19, allora sai di essere nel posto giusto al momento giusto.

La proposta del Bluebeat Pub di girare per i vicoli del centro storico con una guida competente e autorizzata e per di più beer taster di Unionbirrai – Aristodemo Pellegrino - era troppo invitante per non essere colta. In 25, numero massimo secondo le misure attuali di prevenzione per le visite turistiche, ci siamo ritrovati mercoledì per una passeggiata di un paio di ore scandita da tre soste per la degustazione di altrettante birre: “Refrigeria temporis”, che si ripeterà anche mercoledi 24 (già sold out, non vi fate illusioni), è stata una iniziativa originale e anche intelligente, in primo luogo perché ha colto l’esigenza di togliersi di dosso le scorie della clausura imposta e di ritornare a un sistema di relazioni più diretto.

I sensi sono diventati più acuti: il gusto e l’olfatto, certamente, ma anche la vista nello scorgere i dettagli architettonici e artistici della nostra città davanti ai quali siamo in grado di passare ignari per tutta la vita e che stanno lì in attesa di essere scoperti, insieme ad aneddoti che, messi in fila uno dietro l’altro, rivelano del cuore di Lecce quell’essenza popolare che col passare del tempo è stata scalzata, ma non del tutto, da dinamiche urbanistiche e sociali più coerenti con una vocazione turistica di tipo standard secondo la sequenza riqualificazione degli spazi pubblici, mercato immobiliare sempre più inaccessibile, proliferazione di strutture ricettive e food.

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L’itinerario scelto, non a caso, non era di tipo classico, ma in linea con la filosofia dei promotori, cioè outsider: partenza e ritorno al pub passando per Porta Rudiae, Chiesa di San Giovanni, via Galateo, Conservatorio Sant’Anna, Chiesa del Carmine, Chiesa di San Francesco, ingresso posteriore del Duomo, Chiesa di Santa Teresa, Sant'Anna. Si attraversano alcune direttrici del flusso turistico ordinario, anche perché di cose da vedere ce ne sono, ma si intercettano soprattutto siti marginali, più in senso concettuale che fisico, dotati ancora di una dimensione propria, recalcitrante al clamore ma comunque accogliente: quella di piazzetta delle Giravolte è la fotografia perfetta di un luogo dove le suggestioni visive si accompagnano alla ricchezza immateriale di una umanità che quasi si ascolta echeggiare nei secoli fino ai oggi. Pezzi di storia che hanno fatto di Lecce quella città affascinante e sorniona dove l'identità, liberata da un certo stupido campanilismo autoreferenziale - lo stesso che porta a esaltare lu sule, la mare e lu ientu senza nemmeno conoscere davvero ciò che abbiamo intorno -, può ancora essere quel valore aggiunto in grado di conquistare i cuori di chi la visita e di rafforzare il senso di comunità di chi la vive.

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