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La venerazione di Maria SS.ma di Costantinopoli "Odegitria" a Marittima

Via Lupiae, 29 · Stadio

(narrazione di don Francesco Nuzzo, arciprete di Marittima lungo molti decenni del secolo scorso) -------

Vi fu negli anni antichi, verso l'anno 1589, un parroco a nome Don Domenico Coluccia, che era solito a passeggiare nei vesperi estivi, sui terrazzi della sua casa, e, una delle volte, dopo il tramonto, nel luogo ove ora sorge il Santuario e che in quei tempi era bosco e foresta, vide una luce, come di gran fiaccola accesa, luce meravigliosa che richiamò la sua attenzione, tanto più che ciò si ripeté per altre due sere. Non voleva credersi ingannato il parroco, e con qualche pretesto invitò il giorno dopo i parroci dei villaggi vicini che volle seco a pranzo e li trattenne sino alla solita ora nella quale compariva la luce e insieme a loro si accertò del fatto. Non v'era più dubbio che qualche cosa di straordinario indicasse quella luce: anche gli abitanti di Marittima e di Castro l'avevano notata, e varie volte, e parecchie ore della notte.

La mattina seguente, il parroco di Marittima radunò i suoi “filiani”, l'invitò a recarsi sul luogo ... vi si portarono con badili, zappe ... e nel punto segnato dalla luce, sotto un cespuglio, trovarono una pila capovolta e, sollevatala, s'accorsero che dentro vi era una lastra di pietra sulla quale era dipinta un'immagine della Madonna. Fu un giubilo per i Marittimesi; lacrime di consolazione spuntarono dagli occhi; i cuori palpitarono di sacro entusiasmo all'inattesa grandiosissima visita della grande Madre di Dio, e per onorarla innalzarono una nicchia nella quale fu collocata. Tempo dopo considerando che questa nicchia stava un po’ lontana dal paesello, pensarono di fabbricare una cappella in luogo più vicino, perché più facile l'accesso e più frequente il culto. Pare però che la Vergine non abbia voluto saperne di mutar luogo, che, portata e riportata per ben tre volte nella nuova destinazione, si fece sempre ritrovare, con stupore di tutti, nel punto della prima invenzione.

Si comprese che quello era il sito scelto da Maria, che di là voleva dispensare le sue grazie e fu in quel luogo che in data 14 settembre 1610, giorno di martedì, si iniziò a costruire la bella Chiesetta che oggi esiste e che forma il Santuario del nostro amore e dell'amore di Maria per i Marittimesi. Un vero Santuario, umile e ignorato dai lontani, ma caro e troppo noto e nobile per noi cresciuti all'ombra sua. Furono tanti e tanti i miracoli specialmente nei primordi, che coi doni fatti dai benefattori si potette innalzare una chiesa. Infatti, si racconta che, una notte tenebrosa d'inverno, in una tremenda burrasca, spirando il libeccio, violento in queste spiagge, vicino all'insenatura Acquaviva, un bastimento di Albanesi si dibatteva tra la vita e la morte minacciati da ogni momento di essere subissati dalla tempesta.

I marinai nel levare gli occhi, che imploravano pietà; videro, lontano lontano, una luce, s'indirizzarono verso di essa, e riuscirono a rifugiarsi nella nostra insenatura, e potettero prender terra, scampando da certo naufragio. Non dimentichi della luce, vollero vedere che luce fosse, e guidati dal suo raggio, che non scompariva, si trovarono all'alba del giorno nel luogo dell'invenzione della nostra Immagine. Compresero che Maria di Costantinopoli li aveva salvati e lasciarono, in ringraziamento, una forte somma di denaro per la fabbrica del Santuario e forse del Convento. Noi Marittimesi, siamo grati, ma dovremmo esserlo molto di più, alla Madonna di Costantinopoli che, nella sua grande misericordia, ci ha protetto e ci protegge nella nostra vita 3 marzo 2021 Rocco Boccadamo Lecce E-mail: rboccadamo2@gmil.com

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