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Caso Ilva, lettera al presidente Emiliano

Via Raffaello Sanzio, 61 · Squinzano

Egregio Presidente Emiliano, Le scrivo nel tentativo di indurLa a riconsiderare la possibilita' di ritirare l'esposto presentato da Lei e dal Sindaco di Taranto per il caso Illva. Mentre le luci di un Natale sempre piu' consumistico e sempre meno umano scintillano rutilanti celebrando non la venuta di Cristo ma l'orgia del consumismo piu' sfrenato,un dramma atroce rischia di abbattersi su Taranto e l'intero Salento:il Ministro Calenda e' stato brutalmente chiaro.Ove i ricorsi al Tar non fossero ritirati,il 9 di gennaio Illva procedera' allo spegnimento degli alltoforni.Tradotto:20 mila persone e le rispettive famiglie nel baratro della disperazione piu' assoluta.Lei oggi si e' detto disposto a discutere e negoziare con Gentiloni;bene,molto bene. Ma non puo' pretendere di sedersi a farlo tenendo,eufemisticamente,una pistola puntata alla tempia dell'interlocutore.Non posso credere che non le tremino i polsi considerando la possibilita' che il durissimo scontro frontale possa essere foriero di enormi disgrazie per tantissime persone.Rifiuto di pensare che il Suo atteggiamento e quello del Sindaco siano frutto di mero calcolo politico,di mania di protagonismo esasperata ogni oltre limite,di arroganza intellettuale di coloro i quali presumono di aver sempre e comunque ragione.Sul piatto,Presidente,c'e' molto di piu' di quello che Lei crede,pensa o vuole;parliamo del futuro di decine e decine di migliaia di esseri umani che questo Natale lo vivranno con suprema angoscia,che non puo' ne' deve essere alimentata ulteriormente da personalismi inconcepibili,massimalismi pseudoideologici,strategie miopi ed ottuse.In questo momento,l'emergenza vera e' quella di scongiurare,ad ogni costo,la chiusura dell'Illva.su questo semplice presupposto credo dovrebbero trovarsi d'accordo tutti coloro che conservano un minimo di raziocinio e capacita' di discernimento cum grano salis.Persino nella URSS degli albori,quando Lenin dovette prendere atto del fallimento totale della politica delle collettivizzazioni forzate che causo' carestie costate decine di milioni di morti si verifico' un brusco cambio di strategia..Ed allora quello che a ragione ritengo uno dei Suoi padri ideologici,visto che Lei ha sempre vantato la sua militanza nel PCI sin da ragazzo,non esito' ad invertire la rotta e lancio' la famosa NPE,nuova politica economica.Qesto per dirLe che non c'e' vergogna a rimangiarsi una decisione per quanto eclatante esso sia,se fatto per il bene comune.La prego,faccia un passo indietro,un atto di generosita' ed umilta' non verso un Governo bensi' nei confronti di tantissimi suoi concittadini,che non meritano di vivere tale situazione.Probabilmente Lei sara' un non credente,ma anche se lo fosse,i valori del Santo Natale,quelli veri,appartengono a tutti noi.Ed anche per Lei,Presidente,non esisterebbe a mio avviso maniera migliore per celebrarli ed onorarli. I miei Auguri Antonio Ancora

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Commenti (1)

  • Io sono un dei tanti figli orfani assassinati dalla peggiore associazione a delinquere di stampo mafioso che abbiamo in Italia e cioè LO STATO con i suoi vari soci di turno seduti sulle poltrone ILVA. Per anni i primi operai erano convinti di aver trovato un lavoro degno con il quale avevano la possibilità di creare e crescere una famiglia insieme, ma dopo quasi un decennio hanno cominciato a rendersi conto dell'inferno in cui erano entrati e del loro fatale destino. Da quel giorno a oggi la filosofia di questi lavoratori è stata ed è ancora "o morire per malattia causa lavoro o morire di fame insieme alla famiglia" a tutti voi fa onore la causa. Ma tutti I PADRI, LE MADRI, LE MOGLI E I FIGLI che restano cosa devono fare dopo la morte dei loro cari? A questo sommiamo la popolazione di Taranto che senza distinzione uomini donne e bambini vengono sterminati nell'indifferenza di chi dovrebbe tutelarli e cioè lo STATO che apparentemente assente è invece presente in tutte le sue forme più LERCE ma l'ho si vede materialmente presente e puntuale al richiamo delle varie proprietà di turno in base ai loro interessi comuni da definire. Quindi facendo un pò di conti il Ministro brutalmente dichiara un natale sul baratro della disperazione per 20000 famiglie, ma dagli anni settanta ad oggi di quanto abbiamo superato le 20000 vite assassinate e le conseguenti famiglie disperate e in termini economici per lo STATO E NON DEI SIGNORI IN POLTRONA sanità e rimborsi alle famiglie per morte causa lavoro quanto costa la cara ILVA A NOI CONTRIBUENTI DI TUTTA ITALIA?!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Un grazie al sindaco di Taranto e al Presidente della Regione che mi auguro continuino su questa strada che porti alla chiusura della più grande fabbrica di MORTI D'ITALIA.

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