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“ Parrucchieri, Barbieri ed Estetisti chiusi creano contagi “

A dirlo a gran voce e fermezza è il segretario Regionale di CLAAI PUGLIA – Sergio Vitulano - che all’alba dell’ennesimo decreto emanato da Draghi, che in partica estende la zona rossa a tutto il mese di aprile, desidera alzare l’attenzione sulle categoria di Barbieri, Parrucchieri ed Estetisti. Favorendo la chiusura di queste attività non si fa altro che alimentare il lavoro nero , sia di coloro che erano già abituati a farlo, ancor prima della pandemia, sia di chi ha un regolare ed autorizzato salone per la cura e bellezza ma che è disposto a violare la legge pur di racimolare qualche euro.

Con le bollette e le tasse da pagare, e con gli ingenti investimenti effettuati che vanno saldati nei tempi prestabiliti, la percentuale di chi infrange le regole è altissima. L’ incontro tra l’artigiano compiacente ed il cliente che non resiste ad una ritoccatina alle unghie, anziché alla barba o peggio ancora all’applicazione del colore a chi con la ricrescita non riesce proprio a convivere, avviene di norma in ambienti non protetti e con materiale non sterilizzato, esattamente al contrario di quello che è accaduto nell’ultimo anno in tutte le attività presenti sul territorio Pugliese.

La fotografia che già da 15 giorni si presenta davanti, e che dovrebbe continuare anche per il mese di aprile è impressionante. I numeri delle prestazioni di cura e bellezza effettuate nelle case (con il via vai pericoloso di altri congiunti) o peggio ancora in garage improvvisati tra scatoloni e polvere è oramai fuori controllo, e dispiace che il governo non riesca a marginare questo malcostume che ci preoccupa sia in chiave di sicurezza sul lavoro ma soprattutto in un’ottica (preoccupante ) da contagio covid. Dispiacerebbe se fra qualche mese si dicesse che uno dei motivi dell’aumento dei contagi sia dipeso proprio da questi contatti fuori-legge.

Tutti questi incontri furtivi sicuramente hanno già generato tanti possibili focolai e, se non ci sarà un dietro-front del governo garantendo l’apertura di queste attività già da dopo Pasqua, non si farà altro che alimentare lavoro nero e misure di sicurezza anti-covid decisamente non congrue con i protocolli delle Asl e del comitato tecnico-scentifico. Da parte nostra, proprio in queste ore stiamo inviando una lettera a tutti i nostri associati Pugliesi che operano in questi settori, pregandoli di non trasgredire le regole perché potrebbero mettere in pericolo sia la propria salute ma anche quella dei clienti (trasgressori) e soprattutto di tutti i loro congiunti.

L’invito a tutte le istituzioni ( Regionali , provinciali e comunali) invece, è quello di vigilare su tale tematica in maniera attiva, con comunicati stampa e con una partecipazione delle forze dell’ordine ad intensificare controlli in tal senso. Solo in questo modo si potrà disincentivare l’utilizzo a queste prestazioni, sia da parte di quei possibili clienti che non resistono all’effetto del “trucco e parrucco”, sia da parte dei titolari dei saloni, che hanno come unica colpa la preoccupazione di non riuscire a coprire le spese della loro attività ed ancor più grave a non dare da mangiare ai propri figli.

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