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Martedì, 9 Agosto 2022
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Swapmuseum, il progetto salentino utile a salvaguardare i piccoli musei locali

L'inizaitva mira a diminuire il divario tra la bassa partecipazione culturale dei giovani e il coinvolgimento proposto dalle piccole istituzioni locali. Il progetto riceverà un riconoscimento in occasione dei Premi europei per il patrimonio culturale/ Europa nostra awards 2022

LECCE - Lanciato in Puglia nel 2016 da 34° Fuso Aps, Swapmuseum offre a giovani volontari - gli swapper - e musei locali la possibilità di collaborare per rinfrescare e arricchire le piccole istituzioni culturali locali. Il progetto coinvolge gli adolescenti nelle mansioni quotidiane dei musei, invitandoli ad eseguire delle attività non specialistiche.

Grazie alle ore impiegate all’interno degli spazi espositivi, gli swapper sono ricompensati con buoni spendibili in cultura, come ingressi gratuiti ad eventi e istituzioni culturali locali, oppure voucher e sconti per libri e musica.

Il riconoscimento in ambito europeo

La Commissione europea ed Europa nostra, a fine giugno, hanno annunciato i vincitori dei Premi europei per il patrimonio culturale/ Europa nostra awards 2022, finanziati dal programma Europa creativa dell’Unione europea. Quest’anno, che ha segnato il ventesimo anniversario dalla nascita del riconoscimento, 30 progetti provenienti da 18 paesi sono stati premiati in 5 categorie, identificate in linea con i più recenti sviluppi e priorità della politica e pratica culturale in Europa.

Tra i vincitori per il 2022, nella categoria “Coinvolgimento della cittadinanza e sensibilizzazione”, c'è anche Swapmuseum. I vincitori saranno celebrati il 26 settembre a Praga durante l'apposita cerimonia, che si terrà al Teatro dell’Opera, recentemente restaurato; l'evento sarà condotto da Mariya Gabriel, commissaria europea per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e la gioventù, e dal professore Hermann Parzinger, presidente esecutivo di Europa nostra.

Swapmuseum 3-2

Il progetto

Sulla base delle ricerche, le quali hanno dimostrato il basso tasso di partecipazione culturale dei giovani e il basso coinvolgimento con le piccole istituzioni culturali locali, il progetto si è posto l’obiettivo di diminuire questo divario e sovvertire questo schema prestabilito. Ogni Call for swapper è stata attentamente definita insieme alle istituzioni che hanno preso parte all’iniziativa. Ad oggi, gli swapper hanno aiutato i musei locali con attività di marketing, comunicazione e interpretazione, le quali giovano a lungo termine alle istituzioni locali. Gli studenti vengono trasformati in produttori attivi per le istituzioni culturali e i musei ne beneficiano imparando nuovi modi di comunicare e produrre cultura utilizzando i canali di comunicazione più moderni. In questo modo, queste piccole istituzioni vengono trasformate in incubatori di creatività e nuovi contenuti culturali. Grazie al supporto di entità private e pubbliche, Swapmuseum ha superato le aspettative dei suoi organizzatori.

Ad oggi, più di 500 studenti e 61 musei, incluse le istituzioni più piccole che sono solitamente escluse dalle rotte turistiche tradizionali, hanno partecipato all’iniziativa. Il modello proposto da Swapmuseum risponde alla richiesta dell’Unione europea di promuovere e assicurare l’inclusione e il coinvolgimento attivo dei giovani nella vita sociale e culturale delle comunità. La strategia culturale offerta dal progetto potrebbe essere facilmente adattata a diversi musei europei grazie al suo approccio metodologico modulare. "Il carattere innovativo e inclusivo di Swapmuseum è di altissima qualità. Parlando la lingua dei giovani, questa collaborazione permette ai musei di imparare nuove competenze da menti fresche. Il progetto considera attentamente e valuta il collegamento tra arte e benessere e i suoi valori e principi sono strettamente allineati con l’European Year of Youth 2022" si legge nelle motivazioni della Giuria.

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