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Una passione lunga tanti anni, Red Ronnie inaugura la sua mostra fotografica a Matino

Aprirà i battenti domani, 28 luglio, presso "Il Foscolo" l'esposizione intitolata “Red Ronnie e la fotografia” a cura del noto critico musicale e conduttore televisivo

MATINO - Il taglio del nastro è previsto per domani (28 luglio 2023) alle 20, nelle sale del Foscolo, ristorante e galleria d'arte nel cuore storico della cittadina. “Red Ronnie e la fotografia”,  questa è il nome della mostra visitabile tutti i giorni, dal martedì alla domenica a partire dalle 19.

La galleria d’eccezione scelta per ospitare la rassegna non è un luogo casuale. Il Foscolo, infatti, nasce nel dicembre 2018, da un'idea di Marta Carichino e Luca Pavia. La prima appassionata di buona cucina, e il secondo importante gallerista d'arte contemporanea, che insieme hanno immaginato un posto tale da unire questi due aspetti. 

Il risultato è un luogo piacevole, rilassante, nel quale è forte la sensazione di sentirsi a casa, circondati dalla bellezza e coccolati dal buon cibo. Insieme alle opere d’arte esposte, per tutta l’estate sarà quindi possibile conoscere da vicino la passione del noto critico musicale per gli scatti vivi.

Il rapporto di Red Ronnie con la fotografia

“La fotografia è stata la mia prima passione e la minolta il mio gioiellino - afferma Red Ronnie - Nessun corso, solo l’istinto. Ho allestito anche una camera oscura dove stampavo le foto in bianco e nero. I primi soggetti: la mia ragazza, le corse automobilistiche e tutto ciò che mi incuriosiva".

"Ho vinto i primi due concorsi fotografici a cui ho partecipato e, per l’arroganza tipicamente giovanile, non ne ho più fatti altri - prosegue - Tanto avevano sancito che ero il più bravo.

"Poi la passione per la musica mi ha portato ai concerti. Riuscire ad avere un pass per me non è mai stato un problema. Quando ho iniziato a collaborare con il mensile Popster, la fotografia era molto importante. Era una rivista patinata, la più bella in Europa. Eravamo in piena era punk. Io fornivo tutto: foto, articolo e intervista. Solo per questo mi pubblicavano servizi su artisti allora sconosciuti, perché le foto erano belle".

"Poi nel 1980 ho acquistato la mia prima telecamera e, con l’inizio dei miei programmi televisivi nel 1983, ho rallentato il tempo dedicato alla fotografia - Continua Red Ronnie - Migliaia di diapositive sono state dimenticate nei loro scatolini gialli. Con l’avvento della fotografia digitale sono passato da Canon a Nikon. Spesso giravo con telecamera e macchina fotografica a tracolla. Quando inquadravo qualche situazione interessante, spegnevo la registrazione e scattavo la foto".

"È stato Cristiano Ragni, del Glance Art Studio, a vedere qualche mia foto e a dirmi che erano molto belle. Così ne ho digitalizzate qualcuna, anche se la miniera di tutte quelle che ho fatto è ancora inesplorata. Un esempio? Guardando diapositive di Vasco Rossi ero attratto da una foto un po’ mossa ma che mi piaceva. Il mio regista, Filippo Baietti, è entrato nel mio studio, ha visto la foto sul computer e immediatamente è corso a prendere l’album “Bollicine” di Vasco Rossi, il disco più importante nella storia del rock italiano. La mia foto era quella del collage in copertina. Ma io non lo sapevo". 

"Allora, all’inizio del 1983 e prima del boom di Vita spericolata, ben pochi fotografavano Vasco. Così Guido Elmi, il suo produttore, mi aveva chiesto qualche foto per la copertina. Gli avevo dato un paio di scatolini di diapositive. Quando me li ha restituiti mi ha detto che aveva messo nella busta interna una mia foto di Vasco al Roxy Bar (unica volta in cui c’è andato perché gliel’ho portato io). Ma non mi aveva detto che ne aveva usato anche una per la copertina. Solo dopo quasi 40 anni me ne sono accorto. Ah, fra l’altro, anche la foto nella copertina di Va bene, va bene così di Vasco è mia."

"Il successo dei miei programmi televisivi mi ha dato l’opportunità di frequentare le star musicali più importanti e poterle fotografare da un punto di vista privilegiato. Oggi, con i telefonini, tutti fanno foto. Già con il digitale la scelta della qualità e del momento giusto per scattare non esisteva più. Quando avevi un rullino di 36 diapositive, prima di scattare ci pensavi e curavi l’immagine. Inoltre tutti tengono le foto dentro agli smartphone e le guardano in uno schermo piccolo - Conclude Red Ronnie - Nessuno le stampa per appenderle alle pareti. Per tutte queste ragioni comincio a convincermi pure io che le foto che ho fatto, viste incorniciate, sono davvero belle”.
 

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