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Giovedì, 20 Gennaio 2022
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Visitare Lecce: le 5 cose da fare assolutamente in giornata nel capoluogo salentino

Nella guida sono elencate le principali attività da svolgere in 24 ore nella magnifica città, emblema di uno dei territori più gettonati per le visite dei turisti da tutta Italia ma anche dall’estero

LECCE - In qualche ora è difficile cogliere tutti gli spunti simbolo della città, perché serve il tempo adeguato per percepire a pieno lo spirito e la cultura del posto. In ogni caso, è possibile conoscere alcune tipiche azioni da eseguire facilmente se si decide di dedicare una giornata alla visita di Lecce. Di seguito vengono elencate quelle principali. 

1.Cartapesta

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Non si può fare a meno di apprezzare da vicino l’arte della cartapesta leccese. Passeggiando sia per le vie principali che per i vicoli del centro storico è facile imbattersi negli artigiani che spesso di generazione in generazione hanno tramandato la professionalità del settore. Per i collezionisti è, dunque, possibile acquistare le opere da cui vengono maggiormente attratti.

L’arte della cartapesta nasce a Lecce intorno al XVII-XVIII sec, quando gli artigiani che non avevano la possibilità di procurarsi materiali pregiati dovettero avvalersi di paglia, stracci, colla, gesso ed altri modesti attrezzi. Il bisogno di far avvicinare nuovi fedeli alla chiesa, contribuì ad alimentare alla produzione di statuine o motivi decorativi religiosi.

Alcuni laboratori della città:

- Cartapesta Riso, via Vittorio Emanuele II 27. 

- Terra Carta Fuoco, Stefania Guarascio, via dei Perroni 20.

- La Cartapesta, via Umberto I

2. Basilica di Santa Croce

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Immancabile la visita alla bellissima Basilica di Santa Croce, che nel corso degli ultimi anni è stata oggetto di una ristrutturazione che l’ha resa ancora più unica e splendente. Non a caso, recandosi presso via Umberto I nel centro storico di Lecce, ci si imbatte sempre o quasi in dei visitatori intenti a fotografare la facciata simbolo del barocco salentino. La costruzione, realizzata in più fasi, iniziò nel 1549 con la realizzazione della zona inferiore della facciata; nel 1606 vennero aggiunti tre portali decorati. Alla vista spicca lo splendido rosone, datato 1646, e realizzato dallo scultore leccese Cesare Penna.

3. Curiosità culinarie

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Le prelibatezze gastronomiche di Lecce e del territorio sono gustabili non solo presso le trattorie e i ristoranti presenti in tutto il perimetro cittadino, ma anche assaporando alcuni cibi take away che vanno dal salato al dolce: partendo dai gustosi “rustici” e “pizzi”, passando per la “puccia” e concludendo con gli sfiziosi “pasticciotti”; questi ultimi, seppur originari di Galatina, sono da tempo procurabili ovunque in Salento. Oltre a tali alimenti, soprattutto in alcuni periodi dell’anno come in prossimità delle festività natalizie e dell’Immacolata Concezione, è anche possibile assaporare le favolose “pittule”. 

4. Museo Castromediano

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Uno degli spazi culturali significativi della città è il museo Sigismondo Castromediano, presso cui è possibile fruire di visite guidate a cura di archeologi e storici dell’arte, oltre che apprezzare una collezione invidiabile. Per la ricorrenza dei 150 anni dalla nascita del museo, l'ente ha ospitato la nota opera "La Venere degli stracci dell'artista Michelangelo Pistoletto.

Orari: L’unica chiusura è il lunedì; gli altri giorni l’apertura è prevista nelle ore pomeridiane, tranne la domenica quando ci si potrà recare durante l’arco di tutta la giornata. 

5. Castello Carlo V

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E’ posizionato a ridosso del centro cittadino e della centralissima piazza Sant’Oronzo, che a sua volta non è da perdere in quanto presenta i resti di uno splendido anfiteatro romano. Il castello è una delle bellezze più pure di Lecce da apprezzare nella sua essenza, ed in cui alle volte vengono svolti anche curatissimi eventi culturali. 

Come nacque la struttura? L’imperatore Carlo V d’Asburgo nel 1539 emanò l’ordine di demolire il preesistente baluardo principesco, per dare il via ai lavori di rifacimento della struttura più esterna che durarono dieci anni. Nel 1872 venne anche colmato il fossato che lo circondava ed eliminate due delle tre porte d’accesso, di cui oggi rimane solo quella detta “reale”.

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