"Ciao, Mimì!" La segreta complicità fra un uomo e una randagia e il pungente dolore inatteso

Poche parole per salutare un'amica di tante notti. E un insegnamento. La fiducia e l'amore degli animali, ci rendono più grandi. E, forse, migliori. Dobbiamo solo leggere nei loro sguardi

Mimì è stata investita il pomeriggio del 4 aprile. E chi se lo scorda. La citofonata di una vicina, i miei occhi su quella porzione di marciapiede. La vista del sangue. Le ginocchia si sono piegate.

Poi, telefonate su telefonate. Volevo solo che sfuggisse al mio sguardo. Dio, fa solo che la portino via, prima che arrivi Francesca. Cazzo, e ora? Mimì. Ti avevo pure preso la pappa buona. Solo un’ora prima.

Un’ora prima.

Il destino.

Quando tutto è finito, mi sono rintanato in cucina. Sono scese le lacrime. Non accadeva da un po’. Non pensavo di potermi affezionare. Ma, gli animali, che meraviglia. Ti donano un amore puro.

L’avevo ribattezzata Mimì per i suoi miagolii. “Miii, miii”, con intonazione verso l’alto. Mi vedeva tornare dal lavoro e iniziava a inseguirmi per strada, da lontano. Riconosceva la mia andatura, che fosse estate o inverno, indossassi una maglietta zuppa di sudore o fossi avvolto in un pesante giubbotto nero con cappuccio.

Francesca, a volte, tornava prima. Fingendo gelosia, urlava dall’ingresso: “C’è qui l’amica tua!”  

A volte Mimì aveva fame. Altre volte, voleva solo un po’ di carezze. In cambio, sempre, mi donava le sue meravigliosa fusa. Mi stava dicendo, in quei momenti, “ti voglio bene”. Con la lucida semplicità di un felino, che non sa essere ipocrita. Che non può essere ipocrita. Un felino, non può nemmeno immaginare cosa significhi la parola “ipocrisia”. Vive, e basta. E si gode i pochi momenti di affetto. Se li trova.

Con noi, li aveva trovati.

C’è qualcosa di forte, in certi rapporti. Ci sono mondi alieni che s’incontrano, universi lontani che si approcciano, si osservano con occhio diffidente, ma che poi non sanno rinunciare all’amore e alla pace che li spinge verso qualcosa di più profondo: la fiducia.

La fiducia, l’amore e la pace. Forse gli unici beni universali e primordiali, insieme all’odio e alla  guerra, che toccano tutte le specie viventi. La nostra mano che si fa timidamente carezza, o che imbraccia, con rabbia, un fucile d’assalto. Con Mimì, era stata quasi subito fiducia.

Avevo vinto le reticenze di Mimì, riuscendo a farla entrare dentro casa, sull'uscio. Certo, nutriva apprensione quando chiudevo la porta. Miagolava spaventata, perché la sua libertà era là fuori. Però, non rinunciava alle carezze, anche nell'istintivo timore. L'ho fatta uscire io, quel pomeriggio. Le ho ridato quella libertà che agognava, dopo due minuti d’orologio, contati, di cattività. E, lì fuori, ha incontrato il suo destino, sotto l’insensibile ruota di un’auto.

Non mi do pace.

Spero che ora Mimì, amica fedele di tante notti insonni sulla soglia, spese a riflettere con me sui casi della vita, sotto la mia grossa mano che per lei sapeva dispensare dolcezza incondizionata, stia riposando in pace, da qualche parte. Non dimenticherò come mi studiava con i suoi occhioni azzurri di randagia. E non dimenticherò le sue zampate sul mio braccio teso, senza mai estrarre gli artigli. La zingarella voleva solo richiamare la mia attenzione. Comunicare.

Pioveva, quando se n’è andata. “Domani ogni traccia sarà cancellata”, ho pensato in quel momento. Immerso in una cupa magia, consapevole di aver attraversato come tanti umani, prima di me, il dolore provato quando, all’improvviso, se ne va via e in silenzio un piccolo animale, che era diventato amico e complice.

Stanotte, ho scritto queste righe perché, tornando a casa, ho gettato sguardi qua e là. E Mimì non c’era. Non ci sarà più. E questo non mi va bene. Non ci posso fare nulla. Posso solo chiedermi se ho sbagliato qualcosa. Forse, avrei potuto fare di più, strapparla alla strada e farla vivere con noi. O forse no, la strada era la sua vita e per questo soffriva quando chiudevo il portone, nella speranza di tenerla con me.

Forse, mi porterò dietro queste domande per sempre, senza risposta. "

"Mii!", farebbe lei, quasi a rincuorarmi. 

"Mii!". Non c'è una risposta.

Non voglio sapere chi è stato, come e perché. Ho solo una richiesta per te, Mimì. Perdonami se quel giorno ero distante e non sono riuscito a difenderti.

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