Capitale della cultura 2019: nei verbali della commissione l’unico giudizio che conta

Lo staff di Lecce 2019 è convinto di aver ottenuto tre voti , così come quello di Ravenna. La commissione ha deciso di rendere noto solo il risultato di Matera, ma a breve saranno on-line i report sui dossier e sulle audizioni delle varie delegazioni

Airan Berg con i commissari durante la visita del ottobre.

LECCE – Matera ha vinto, su questo c’è poco da fare. Ma sul secondo posto è in corso una guerra diplomatica tra Lecce e Ravenna e solo la pubblicazione dei report della commissione che effettuato la selezione tra le città candidate a Capitale europea della cultura per il 2019 potrà porre fine alla querelle.

Intanto in Romagna, facendo leva su presunte fonti ministeriali, si fregiano di tre voti (al pari di Siena), mentre il sindaco di Lecce, già all’indomani del verdetto, si  era speso in lungo e in largo a confutare la voce inizialmente diffusasi che attribuiva zero voti al capoluogo salentino.  Di certo tra i due staff, uno ha mentito ma la decisione adottata dalla commissione di non divulgare il punteggio, se non quello di Matera, potrebbe lasciare il “mistero” irrisolto.

Ma almeno, con la pubblicazione dei report, si avranno elementi oggettivi di valutazione per quanto riguarda i dossier che le città hanno presentato e gli “esami” orali che le varie delegazioni hanno sostenuto verso la metà di ottobre davanti ai commissari. E’ stata convincente la costruzione del percorso di candidatura? Sono state fornite risposte adeguate alle domande di approfondimento che – è logico supporlo – sono andate ad indagare i punti ritenuti meno affidabili? Sono probabilmente queste le uniche due questioni che contano per dire, usando parole semplici, se lo staff di Lecce2019 ha fatto un buon lavoro.

Intanto si registrano gli interventi di esponenti politici e amministratori, concordi nel ritenere stucchevole il dibattito in corso sul posizionamento in classifica. Per il deputato Federico Massa, del Pd, “è evidente che il lavoro fatto, e gran parte delle idee messe in campo, debbono diventare l'asse strategico per ripensare le funzioni della città. Ma quella piattaforma va arricchita, specificata e resa operativa. C'è tempo, anzitutto, per organizzare una partecipazione civile non episodica e non di facciata. Ci sono energie intellettuali, competenze ed esperienza che vanno associate nella ricerca di un profilo più moderno della città”.

“Ma dietro l'angolo – prosegue il parlamentare del Pd - ci sono appuntamenti imperdibili: i fondi europei 2014-2020 e la redazione del nuovo strumento urbanistico. Non si tratta di scadenze tecniche. C'è bisogno di alzare l'asticella della qualità del governo cittadino, di avere lo sguardo lungo per immaginare lo sviluppo possibile. Vincere le elezioni e prendere molti voti di preferenza non è sufficiente per accreditarsi come classe dirigente lungimirante. E' ormai tempo che una impostazione tradizionalmente clientelare venga messa da parte e ci si concentri non nella raccolta del consenso a tutti i costi, ma nelle ipotesi di crescita della città”.

“La bocciatura della commissione europea – conclude Massa - può avere un risvolto positivo: far capire a tutti noi, a cominciare da chi svolge una funzione dirigente in politica e nella società, che non siamo l'ombelico del mondo, che la strada per diventare pienamente  europei è in salita, ma che è alla nostra portata”.

Sulla vicenda è intervenuto anche Francesco Pacella, già assessore provinciale al Turismo e presidente del Gruppo d’azione costiera adriatico salentino: “Cercare di distruggere ciò che resta è un tentativo dannoso e poco onorevole per chi lo mette in atto. Cosa importa, a questo punto, stabilire una posizone di classifica o un numero di voti che non serviranno a mutare la realtà dei fatti? Vediamo allora di fare un ragionamento più serio e più politico. Il territorio salentino, che pure aveva creduto nelle possibilità di affermazione del capoluogo, ha necessità di ritrovare nuova linfa e spirito di fattiva collaborazione rispetto a quanto avvenuto. Il passo giusto, così come ha fatto il Comune di Lecce, è proprio quello di verificare le condizioni per un lavoro di intesa con la Capitale eletta Matera. Un’attività utile a mettere in luce le affinità tra i territori, la storia comune di un Sud intraprendente e le prospettive di crescita turistica. 

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