Capitale europea della cultura 2019

Lecce capitale europea della cultura 2019: nasce il comitato promotore

Il documento è stato firmato dai quattro soci fondatori: il sindaco Perrone, il presidente della Provincia Gabellone, il rettore dell'Università del Salento, Laforgia e il presidente della Camera di Commercio Prete

LECCE – Una scadenza c’è, ed è quella del prossimo 20 settembre. Entro questa data i giochi devono essere fatti. Con la Cultura che dovrà essere la colonna portante intorno cui tutto, o quasi, ruoterà. Fino al 2019. Un cammino difficilissimo, un progetto a maglie larghe, necessarimente, ma che dovrà fare i conti con la più pesante crisi economica e occupazionale degli ultimi anni. Ma, “la bellezza salverà il mondo” (Dostoevskij), e allora si può anche provare. Tentare di immaginare Lecce Capitale europea della cultura 2019. L’ambito riconoscimento della Unione europea che, se cadrà su Lecce, avrà risvolti frizzanti, economici, per la pioggia di risorse, e di ritorno di immagine per il Salento.  frima1-3

Primo passo istituzionale. Questa mattina, a Palazzo Carafa, è stato sottoscritto  l’atto costitutivo del Comitato promotore della candidatura della città di Lecce e del suo territorio a Capitale Europea della Cultura per il 2019. Sul documento è stato firmato dai quattro soci fondatori: il sindaco Paolo Perrone, il presidente della Provincia, Antonio Gabellone, il rettore dell’Università del Salento, Domenico Laforgia e il presidente della Camera di Commercio, Alfredo Prete. 

Il Comitato si propone, senza fini di lucro, di conferire uno slancio a tutta la vita culturale della città e del suo territorio, promuovendo occasioni di dialogo interculturale con tutti gli stakeholder per definire, sostenere e presentare presso le competenti autorità istituzionali la candidatura di Lecce e del suo territorio a Capitale europea della cultura per il 2019. E ancor prima, lo scorso 15 febbraio, l’esecutivo dell’amministrazione comunale aveva deliberato la nascita del comitato promotore, soggetto indispensabile per entrare nel vivo della difficile contesa. L’obiettivo è infatti ambito da molte altre città della penisola, tra cui L’Aquila, Venezia (e il Nordest), Bergamo, ma anche pugliesi, come Bari e Brindisi.

frima2-2Ma si parte anche con una nota polemica: la Regione Puglia, in questa fase per così dire propedeutica, ben sapendo delle tre candidate che scendono in lizza per aggiudicarsi il prestigioso riconoscimento europeo, non ha battuto ancora ciglio. “Se fossi stato il presidente Vendola – ha detto Perrone dopo la firma - avrei scelto di appoggiarle tutte e tre le città pugliesi, indistintamente, Bari, Brindisi e Lecce. Ma la Regione ha invece scelto di non appoggiarne nessuna, quindi le candidate pugliesi partecipano a questa prima selezione correndo con un handicap, perché saranno le uniche a non avere una presenza istituzionale determinante come quella della Regione Puglia.

Le altre città partecipano invece con la spinta importante del proprio governo regionale. Facciamo i conti anche con questa mancanza, ma siamo convinti comunque di giocarci le nostre carte fino in fondo e magari chissà, se a quel punto una città pugliese riuscirà a superare il rimo punto, magari la Regione si farà avanti e accettando il verdetto”. 

“E’ una lavoro impegnativo - ha aggiunto il sindaco di Lecce - ma abbiamo già gettato le basi, nel senso che stiamo delineando un po’ i contorni delle attività culturali che ci accompagneranno fino al 2019, che presenteremo alla Commissione europea nel prossimo settembre. Siamo molto ottimisti. Contiamo di superare la prima selezione, quindi entrare nelle cinque città finaliste, ma stiamo comunque costruendo un programma, convinti che le attività culturali rappresenteranno certamente una grande occasione per questo territorio negli anni a venire. Costruiremo un programma che riusciremo comunque a mettere in campo, anche se non dovessimo raggiungere il risultato sperato".frima 3-2

L'importanza di fare squadra. "Ringrazio il presidente della Provincia di Lecce, il rettorre dell’Università del Salento e il presidente della Camera di commercio, che hanno sottoscritto con me oggi l’atto costitutivo del Comitato promotore della candidatura della città di Lecce e del suo territorio a Capitale Europea della Cultura per il 2019. Ma vorrei ricordare che è un comitato aperto,  nel senso che fondazioni, associazioni, potranno chiedere di aderirvi con le loro proposte, perché questa non è la candidatura dell’amministrazione comunale o del sindaco, ma è di un territorio, di Lecce e del Salento". 

Qualche anticipazione sul progetto? Questo non lo posso dire, ma saranno progetti in linea con la vocazione di Lecce, che è una città riconosciuta, straordinariamente bella, anche per i successi del passato, ma che riesce ad abbinare la bellezza e l’effervescenza della contemporaneità”. 

firma4-2Progetti culturali o anche urbanistici. "Progetti culturali, sì, certo - ha concluso Perrone - ma che hanno anche un nesso con interventi di carattere urbanistico e di riqualificazione anche sociale della città, non a caso esiste un collegamento molto stretto con la pianificazione culturale che stiamo redigendo con il piano urbanistico generale, che prenderà forma definitiva nei prossimi mesi".

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