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Giovedì, 19 Maggio 2022
Capitale europea della cultura 2019

Capitale cultura: Perrone contro i detrattori: "Vili e sciacalli". E riparte dalle potenzialità

Il primo cittadino questa mattina ha convocato la stampa per rileggere i verbali della Commissione e fornire la sua interpretazione, sottolineando i punti di forza del progetto. "Siamo arrivati a un passo dalla vittoria e ora i risultati possono essere capitalizzati, attraendo nuove risorse"

LECCE – Più che leccarsi le ferite dopo la bocciatura della sua città a Capitale della cultura 2019, il primo cittadino Paolo Perrone passa al contrattacco politico per mettere i puntini sulle “i” nei verbali della Commissione che hanno evidenziato luci e ombre di un progetto purtroppo sfumato. E lo fa nel corso di una conferenza stampa, tenuta a Palazzo Carafa, tesa a rivendicare ciò che di buono, ottimo e talvolta insperato, l’intera città è riuscita a costruire nel corso degli ultimi mesi, partecipando attivamente alla costruzione creativa delle famose “Utopie”.

“Non siamo stati i migliori, ma ci siamo dimostrati comunque bravi”: è questo il senso della difesa di Paolo Perrone che non ha rinunciato alle parole forti contro i detrattori (prevalentemente politici) di quel sogno che avrebbe proiettato la città del barocco in una dimensione finalmente internazionale. Riavvolgendo il nastro della competizione, il sindaco sembra non voler dimenticare “lo scetticismo di certa parte dell’intellighenzia salentina” che si sarebbe trasformato in “terrore” quando Lecce è riuscita a superare il primo turno della selezione, surclassando città ben più prestigiose e potenti. “Chissà quanti dei nostri oppositori hanno desiderato, di sottecchi, la nostra sconfitta ed ora si stanno rivelando vili e sciacalli”, replica Perrone alle critiche che gli sono piovute addosso.

Rivendica, il primo cittadino, la paternità di un progetto che tuttavia non è rimasto di sua proprietà ma si è allargato verso altre sponde politiche, raccogliendo financo il sostegno del presidente Nichi Vendola (“seppur in ritardo”) ed è stato gradualmente condiviso da una larga fetta della cittadinanza che si è abbandonata all’onda del trasporto emotivo. Cittadinanza che evidentemente ha creduto, fino all’ultimo, nella possibilità di risollevare le sorti economiche del territorio puntando sul binomio cultura-turismo, nonostante Lecce partisse da una posizione da outsider.

“Quelle utopie sono state considerate poco comprensibili, ma ogni valutazione è soggettiva e noi le riteniamo tutt’ora un’idea straordinaria che ci permetterà di allinearci alle grandi Capitali europee: io non le rinnego e intendo ricordare che proprio quelle utopie ci hanno permesso di superare il primo step delle selezioni”, puntualizza il sindaco. Per quanto gli animi all’interno di Palazzo Carafa risultino evidentemente esacerbati, Perrone traccia un saldo politico positivo dell’esperienza vissuta negli ultimi due anni e mezzo: “Ci siamo guadagnati il rispetto di molti, siamo riusciti a coinvolgere in modo straordinario l’intera cittadinanza e questa larga partecipazione è stata ampiamente riconosciuta come un punto di forza – ha aggiunto-: ora sono pronto ad affrontare anche il consiglio comunale”.

Non solo critiche, dunque. Il report dei commissari ha evidenziato le potenzialità di una città che, nelle intenzioni di Perrone, continuerà a crescere nel solco tracciato dalle otto utopie. Arrivata ad un passo dalla vittoria, Lecce ha conquistato comunque il titolo di “Capitale italiana della Cultura”. Raccolti i cocci, dunque, l’amministrazione comunale sembra ben disposta a sfruttare al meglio quel milione di euro che gli verrà comunque destinato dal governo centrale ed intercettare nuovi fondi, sfruttando l’ondata favorevole di popolarità ottenuta nel corso della competizione.

I traguardi raggiunti, per usare le parole dell’assessore alle Politiche giovanili, Alessandro Delli Noci, “sono tutti da capitalizzare”. “Abbiamo avviato un processo irreversibile che, nel caso dei progetti di smart cities, ha subito addirittura un’accelerata – spiega Delli Noci -. Rimaniamo attivi su più fronti, compreso quello dell’accessibilità e dell’inclusione delle minoranze: i cittadini sono stati coinvolti nella costruzione di una mappatura dei luoghi meno accessibili ed abbiamo fissato già un incontro con l’assessore Messuti ed il vicesindaco Tessitore per fare il punto della situazione”. La stessa collaborazione con il direttore artistico Airan Berg, finito inevitabilmente sul banco degli imputati e comunque assente alla conferenza stampa odierna, è destinata a proseguire per altri progetti.

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