Troppi rifiuti sulle spiagge leccesi

Ad affermarlo l'indagine di Legambiente sulla "beach litter" (rifiuti da spiaggia): la spiaggia I Rozzi a Casalabate ad esempio è invasa da oggetti di plastica

Il mare, in modo particolare con l’avvento dell’estate, è uno degli ambienti più colpiti dall’abbandono dei rifiuti: mozziconi di sigarette, piatti e bicchieri di plastica, carta, oggetti di metallo lasciati lì da qualche buon tempone che pensa che il mare, e soprattutto la spiaggia, siano la sua discarica privata. Con gravi danni per la biodiversità: uccelli, tartarughe e mammiferi marini possono restare intrappolati nelle reti da pesca o morire per soffocamento dovuto all’ingestione accidentale di rifiuti che vengono scambiati per cibo. Proprio con l’obiettivo di preservare la biodiversità marina è nata la direttiva europea 56 del 2008 sulla strategia per l’ambiente marino, meglio nota come Marine strategy, recepita anche dal nostro governo, che così cita: «l’ambiente marino costituisce un patrimonio prezioso che deve essere protetto, salvaguardato e, ove possibile, ripristinato al fine ultimo di mantenere la biodiversità e preservare la diversità e la vitalità di mari e oceani che siano puliti, sani e produttivi». Scopo della direttiva è il raggiungimento del buono stato ecologico, sulla base di 11 descrittori qualitativi, per le acque marine di ogni stato membro dell’unione, entro il 2020.  Anche Legambiente ha dato il suo contributo all’applicazione della direttiva europea attraverso il rapporto sui “beach litter” (rifiuti da spiaggia).
 

Attraverso questo studio, l’Associazione del cigno verde, ha indagato sulla quantità e la tipologia di rifiuti presenti sulle spiagge italiane e del mediterraneo. In modo particolare, sono state analizzate 24 spiagge/arenili della Penisola, prendendo in considerazione alcuni indicatori tra cui la composizione del rifiuto, quantità e grandezza dello stesso (maggiore o minore di 25 cm). Laddove possibile, inoltre, è stata stimata anche la provenienza dei rifiuti presenti sui litorali sotto indagine (mare, spiaggia, corso d’acqua, pesca). Sono state monitorate le spiagge di Genova, Viareggio (Lu), Orbetello (Gr), Scarlino (Gr), Fiumicino (Rm), Anzio (Rm), Pozzuoli (Na), Pollica (Sa), Giardini Naxos (Me), Palermo, Agrigento, Gela (Cl), Ragusa, Pachino (Sr), Noto (Sr), Catania, Policoro (Mt), Pisticci (Mt), Casalabate (Le), Tricase (Le), Brindisi, Polignano a Mare (Ba), San Benedetto del Tronto (Ap).
 

Dall’indagine esce fuori che le spiagge con maggiore densità di rifiuti sono: spiaggi Barcarello a Palermo, Golfo di Talamone a Orbetello (Gr), spiaggia del porto di Scarlino (Gr), spiaggia Babbaluciara ad Agrigento e spiaggia Coccia di Morto/Pesce Luna a Fiumicino.
 

Anche la situazione a Lecce non è delle migliori: sulla spiaggia di Arco Tricase Porto, su un area di 10.000 metri quadrati, il totale degli oggetti rinvenuti è stato di 648 di cui il 70% con dimensione superiore a 25 cm. Nel 31% dei casi, si legge nel rapporto, si tratta di oggetti di plastica, seguiti da materiali da costruzioni (16%), metallo (15%), mozziconi di sigarette (12%) e vetro (8%).
 

Sulla spiaggia I Rozzi a Casalabate, invece, su un area di 5.000 metri quadrati, il totale degli oggetti rinvenuti è stato di 89 di cui il 92% con dimensione inferiore a 25 cm, quindi più pericoloso perché maggiormente ingeribile. Nella quasi totalità si tratta di oggetti di plastica (96%), seguiti da vetro e metallo (2%). 

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