Lunedì, 2 Agosto 2021
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La tutela dei giganti verdi

Anche in provincia di Lecce può capitare di trovarsi di fronte a uno dei cinque alberi monumentali. Ed è meglio riconoscerli, la legge stabilisce sanzioni amministrative fino 100.000 euro per chi ne provochi il danneggiamento o addirittura l'abbattimento

I signori verdi del tempo, come grandi giganti silenziosi e gentili se ne stanno là a osservare immobili il tanto affannarsi umano. Gli alberi sono più che una cornice decorativa per i nostri paesaggi, e non soltanto per il loro contributo da fornitori di ossigeno, imprescindibile al miracolo della vita.

La chioma possente o affusolata, il tronco più o meno piegato dai venti, alcuni di loro sono stati testimoni senza parola di decenni e decenni di storia e nella loro rassicurante fissità longeva sono un po’ un’ancora alla frenesia dei tempi moderni, persino quelli più caotici metropolitani.

Per celebrare e salvaguardare questa bellezza che fa da argine alla cementificazione persino metaforica, l’Italia dal primo febbraio 2013 tutela gli alberi monumentali, con la Legge 10/2013 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”. Anche se in ritardo rispetto all’esistenza centenaria dei ciclopici alberi, la normativa – come evidenziato in un articolo di Carolina Tagliafierro ,economista del Paesaggio - ha colmato un vuoto che metteva a rischio la sopravvivenza dei grandi “patriarchi verdi”. La vacatio legis a livello nazionale, sottolineava la Tagliafierro, “aveva creato un’area di autonomia legiferativa da parte delle regioni e l’esistenza di leggi e regolamenti diversi, che, di fatto, rischiavano di indebolire tutto l’apparato di tutela.

Invece, l’art. 7 della nuova legge riporta le “disposizioni per la tutela e la salvaguardia degli alberi monumentali, dei filari e delle alberate di particolare pregio paesaggistico, naturalistico, monumentale, storico e culturale”. Esistono quindi criteri precisi per identificare un albero monumentale, è definito tale:

a) l’albero ad alto fusto isolato o facente parte di formazioni boschive naturali o artificiali ovunque ubicate ovvero l’albero secolare tipico, che possono essere considerati come rari esempi di maestosità e longevità, per età o dimensioni, o di particolare pregio naturalistico, per rarità botanica e peculiarità della specie, ovvero che recano un preciso riferimento ad eventi o memorie rilevanti dal punto di vista storico, culturale, documentario o delle tradizioni locali;
b) i filari e le alberate di particolare pregio paesaggistico, monumentale, storico e culturale, ivi compresi quelli inseriti nei centri urbani;
c) gli alberi ad alto fusto inseriti in particolari complessi architettonici di importanza storica e culturale, quali ad esempio ville, monasteri, chiese, orti botanici e residenze storiche private.

Nonostante il vuoto normativo, fin dagli anni Ottanta e Novanta è stato effettuato un censimento di queste piante storiche, a partire dalle segnalazioni di associazioni e singoli cittadini e da rilevamenti e verifiche sul campo.  Precisamente nel 1982 il Corpo forestale dello Stato lanciò il primo "Censimento nazionale degli alberi di notevole interesse", per individuare e catalogare le piante singole o in gruppi, che presentavano alcune caratteristiche particolari: dimensioni eccezionali rispetto alla specie, forme singolari, qualità estetiche e valore storico. La quantità di dati raccolta nel tempo è sorprendente: l'Italia possiede un patrimonio di monumenti verdi forte di 22.000 "alberi di notevole interesse". Tra questi oltre 2.000 sono definiti di "grande interesse" e ben 150 di "eccezionale valore storico o monumentale".

E ora, per queste piante, a tutti i livelli considerate parte integrante del patrimonio naturale ma anche storico-artistico del nostro Paese, viene applicata una forma di maggior tutela: diventano assolutamente intoccabili sia per quanto riguarda la parte esposta sia per quanto riguarda le radici, viene individuata un’area di rispetto, pari almeno all’ampiezza della chioma, idonea ad assicurare la loro buona salute, si valuta di caso in caso la possibilità di interventi mirati al mantenimento del loro buono stato vegetativo e di difesa fitosanitaria, da attuarsi comunque previo parere vincolante del competente Servizio Fitosanitario regionale e sono previste specifiche sanzioni per eventuali danneggiamenti.

Qui  di seguito l’elenco (dal sito del Corpo Forestale dello Stato) degli alberi monumentali che vivono nella provincia di Bari così che non capiti a nessuno di passare accanto a uno di questi preziosi tesori senza rendersene conto. Classificati per: Comune,località, genere e specie, circonferenza e altezza in metri, nome volgare

  • Maglie  Cavalieri - Quercus coccifera L.  - 2,2 – 15 - Quercia spinosa
  • Maglie  Franito  - Quercus coccifera L.* -  2,5 – 15 - Quercia spinosa
  • Scorrano, Masseria Luca Giovanni -  Quercus pubescens Willd. - 4,0 – 15 - Roverella
  • Tricase  Madonna del Carmine - Quercus aegilops L.* - 4,0 – 15 - Vallonea
  • Tricase  Finocchiaro – Serra - Quercus aegilops L. - 3,0 – 22 - Vallonea

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