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Barba esulta, l'Udc si spacca. Per il Pd "pagina nera"

Dopo le dimissioni di 11 consiglieri e la caduta dell'amministrazioni, la politica gallipolina in subbuglio. Pdl euforico, Pd critico. Ferilli spiega la "firma". Centristi scaricano Caiffa e Padovano

Foto di repertorio.-145

GALLIPOLI - Una lunga notte e una mattinata di fuoco. E la politica gallipolina va in subbuglio. Con la caduta dell'amministrazione Venneri, ormai acclarata. Tra dichiarazioni di facciata, esultanze e rammarico. E anche verità sottaciute e nuovi scenari politici già annunciati. Per ora, a caldo, si registrano le varie posizioni e ovviamente le diverse visioni sulla conclusione forzata e anticipata del governo cittadino.

Con l'opposizione "trionfante" e che ha atteso quasi un lungo anno per portare a termine l'aspirazione di mandare a casa il "suo" originario sindaco Venneri. Che dopo lo strappo con il Pdl con un doppio rimpasto aveva dato vita ad una nuova e variopinta maggioranza. Con l'Udc che prende le distanze dalla "scellerate" decisioni personalistiche dei vari consiglieri comunali Caiffa e Padovano. Con Vincenzo Barba "champagnatore" e pronto ad organizzare il futuro prossimo per la conquista del governo cittadino. Con un Pd rammaricato e critico anche nei confronti di chi solo pochi giorni addietro votava il bilancio e oggi si ritrova a firmare la caduta dell'amministrazione comunale. E con lo stesso consigliere della maggioranza, Fabrizio Ferilli che racconta il suo travaglio e la difficoltà nel firmare quel documento decisivo per la caduta "dell'ostinato Venneri". Di seguito la rapida successione testuale degli interventi di queste frenetiche e infuocate ore in terra gallipolina.

Antonio Barba (Pdl): "La fine dell'esperienza Venneri testimonia l'esistenza della buona politica".

"La caduta a Gallipoli della Giunta Venneri, insediatasi a seguito di uno scandaloso ribaltone che aveva fatto fuori il Pdl e le forze di centrodestra vincitrici delle elezioni per imbarcare lo sconfitto Partito Democratico, a mo' di premio per essere stato punito dagli elettori, può e deve intendersi come un atto di grande responsabilità civica. Si tratta di una bella pagina della vita politica di una città importante come Gallipoli, dal momento che 11 consiglieri hanno rifiutato di tirare a campare per scegliere la strada libera del confronto con la comunità che sarà chiamata ad esprimersi e dare un governo forte e stabile. Finisce qui l'esperienza targata Venneri un'esperienza che negli ultimi 12 mesi si è esclusivamente contraddistinta per l'incapacità di dialogare con la gente, arroccandosi su posizioni di chiusura e inascolto. Deve intendersi come un monito quanto avvenuto nella nostra città, affinché tutti comprendano che tradire il mandato elettorale è cosa destinata a durare poco e ad infrangersi contro la forza delle idee che mai possono essere piegate dall'opportunismo fine a se stesso".

Vincenzo Barba: "È finita! E adesso ricomincia il futuro di Gallipoli".

"Finalmente! Per la responsabilità politica che mi è dovuta e che mi è stata assegnata dai gallipolini e dai salentini tutti, sento la fierezza di aver contribuito a porre fine ad un inferno amministrativo che non poteva continuare oltre. Mi onoro di confermare che la notizia della caduta della Giunta Venneri è quanto di più cercato, voluto e auspicato dall'intera cittadinanza gallipolina che aveva bisogno di liberarsi dai fastidi di un vento sciroccale e dannoso per aprirsi al tonificante maestrale portatore di libertà e di buon governo. Adesso sì che si è compiuta la "svolta epocale", quell'abominevole ribaltone con il quale Venneri si era trovato a governare la città consegnandosi, mani e piedi, ai diktat del Partito democratico che, pur di occupare sedie e poltrone, aveva tradito i valori e gli ideali della propria storia. L'annus horribilis che ci siamo messi alle spalle è stato contrassegnato dall'incapacità di un primo cittadino che non ha pensato a governare, bensì a tenersi stretta la poltrona attraverso una rete di false promesse che gli si sono rivoltate contro nel momento della verità".

"Venneri e il Pd vanno a casa senza aver lasciato lo straccio di un solo progetto utile allo sviluppo di Gallipoli. Della loro combriccola politica non resterà traccia e tanto meno ricordo; di lui non si scorgerà nemmeno l'orma. La "Perla dello Jonio" ha bisogno di nuove motivazioni e di una guida seria dopo quella pessima e dannosa che, da oggi, abbiamo finalmente superato. Deleterio il tentativo di mal governo della Sinistra, scioltasi nell'abbraccio venneriano che era finalizzato solo e soltanto alla spartizione di ogni argomento della quotidianità. Una voglia di apparire, costi quel che costi, esclusivamente indirizzata all'occupazione di poltrone contorniate da velenosa gramigna".

"Siamo certi che i vari Palumbo, Mariello e Antonelle Greco dovranno pazientare per qualche altro decennio, consegnandosi al silenzio amministrativo, prima di pensare, anche per un solo istante, di poter tornare al governo di una città importante come la nostra, abdicando alla possibilità di proporsi, nei prossimi anni, come alternativi. Questa sì che è la svolta epocale!!! Saranno certamente puniti dai loro elettori per il tradimento dei valori e degli ideali che hanno avallato e realizzato. La Gallipoli civile adesso è felice e i caroselli di auto che si stanno succedendo in città sono la manifestazione tangibile della voglia che avevano i cittadini di liberarsi da una sorta di tirannia sorda e autoreferenziale".

Felice Stasi (Udc): "Il partito è con Venneri. Scelta schizofrenica quella di Caiffa e Padovano, ora fuori dall'Udc".

"In qualità di Commissario cittadino dell'Udc non posso che prendere atto e constatare che i due consiglieri Padovano e Caiffa questa mattina hanno deciso di sottoscrivere la sfiducia al sindaco Venneri. Il Partito dell'Udc riunitosi proprio ieri alla presenza del Commissario provinciale dell'Udc aveva intrapreso un dialogo con i consiglieri, dopo la loro personale presa di posizione nel non votare il bilancio di lunedì scorso, e ne voleva ascoltare quelle che potevano essere delle motivazioni politiche. Avremmo intrapreso una discussione interna per valutare tutti gli aspetti della vicenda. Questa mattina, in loro completa autonomia hanno deciso di chiudere con l'esperienza Venneri, il mandato lo consente, ma nel contempo hanno pure deciso di non far parte più dell'Udc. Le azioni quando sono personali nel bene e nel male rimangono tali e noi non possiamo condividerne le schizofrenie personali. L'Udc è fatto di uomini e donne che lavorano nell'interesse della città e non ha bisogno di personaggi che pensano da soli di prendere decisioni così importanti per il paese. Decisioni prese dalla sera alla mattina, decisioni prese di notte".

Fabrizio Ferilli (con Venneri sindaco): "Decisione dolorosa e firma sofferta. Ecco la mia verità" .

"Gli eventi dell'ultimo Consiglio Comunale hanno imposto, evidentemente non a tutti, un'approfondita riflessione politico-amministrativa dalla quale era inevitabile, per amor di patria, tirare le somme, assumendosene le, sia pur dolorose, conseguenze. La svolta amministrativa del 2010, con la creazione della maggioranza esistente almeno fino al 20 giugno scorso, ci ha visti entusiastici promotori e sostenitori del cosidetto "laboratorio Gallipoli", convinti, come lo siamo ancora, che la nostra bella Gallipoli avesse bisogno di voltare politicamente pagina, per garantire quel progresso morale e civile, volano unico ed imprescindibile di legalità e sviluppo economico, di cui tanto hanno bisogno i nostri cittadini: ero convinto e lo sono tutt'ora che ci fosse bisogno di un progetto serio che rispondesse alle reali esigenze ed al bene della collettività; ero convinto e lo sono tutt'ora che occorresse risolvere quei pochi, ma ben determinati, problemi che sono fortemente sentiti dalla cittadinanza e che, da più lustri, impediscono lo sviluppo economico della Città e, quindi, il benessere diffuso dei suoi abitanti".

"Ero convinto, ma non lo sono più (e lo avevo denunciato) che questa esperienza amministrativa potesse dar corso al tanto auspicato, necessario e non più differibile cambiamento di mentalità. In vero: l'abbandono del progetto di sviluppo e riconversione del vecchio porto mercantile di Gallipoli; la situazione di stallo creatasi per lo sviluppo della portualità turistica; la poco chiara gestione dei rapporti con la darsena "Blue Salento"; la questione "spazzatura"; l'affievolirsi, complessivo e generale, dell'azione amministrativa tutta, imbrigliata in farraginosi e poco chiari iter politico giudiziari, facilmente evitabili, come nel caso dell'Ente Parco Pizzo-Li Foggi; la precarietà di una maggioranza che, nei fatti, ha dimostrato di non condividere (o di non condividere pienamente) il progetto politico amministrativo; il forte dubbio, sempre più frequente, che l'attività amministrativa e il raggiungimento degli obbiettivi politici siano stati continuamente sacrificati alla necessità di mantenere in vita, matematicamente ma non più politicamente, questa maggioranza".

"Tutto questo mi ha portato a dire basta ad un'amministrazione comunale e ad una maggioranza che è venuta meno alle ragioni stesse per cui era sorta: il laboratorio Gallipoli è miseramente fallito perché si è continuato a ragionare e ad agire (o forse sarebbe meglio dire a non agire) secondo le regole e gli interessi di una politica ormai decaduta, nella quale non mi sono mai immedesimato e che solo a parole si è detto di i voler estirpare dalla Città. Tutto ciò mi ha convinto! Un forte senso di responsabilità ha imposto questa scelta, pronto come sempre ad assumermi in prima persona la piena responsabilità di ogni mia azione. Affidiamo il giudizio del nostro operato al popolo gallipolino, che non è (più) stupido ed è stanco di vedere posposti gli interessi della nostra città".

Salvatore Capone e Luigi Natali (Pd): "Una pagina nerissima per la città. Ma siamo pronti a nuove svolte epocali".

"Oggi è stata scritta una ulteriore pagina nerissima nella storia amministrativa di Gallipoli. Ancora una volta sono stati gli interessi privati dei soliti noti a prevalere su quelli collettivi dei cittadini gallipolini. Quella siglata oggi, davanti ad un notaio di Maglie, è una dichiarazione di guerra contro i gallipolini onesti, quelli che nonostante l'atmosfera da "terra di nessuno" che negli anni, e ancora oggi, certi "padri padroni" del Pdl hanno scientificamente costruito, continueranno sempre a battersi per l'affermazione della legalità e del rispetto delle regole, in quella che vuole tornare al più presto ad essere la città bella, ma bella davvero. Quando ci sono consiglieri comunali che, a distanza di pochi giorni, prima sottoscrivono lo strumento principe di un'amministrazione pubblica, il bilancio, e poi le proprie dimissioni dal Consiglio, quella è la prova evidente che in queste ore un mercato si è svolto, assestando i suoi ultimi colpi, dopo quelli già maturati immediatamente prima l'approvazione del bilancio".

"Ciò che consideriamo inquietante è che neanche l'ombra di una giustificazione politica ideale sia stata fornita a supporto di certe scelte. Per questo, considerato che non spetta certo a noi farlo, crediamo e speriamo che altri approfondiranno l'eventuale sussistenza di profili di illiceità in ciò che è successo. Oggi viene fornita a tutti la migliore dimostrazione che in questi pochi mesi di governo cittadino il Pd, insieme a questa Giunta, era riuscito, con l'azione amministrativa, con i provvedimenti messi in campo e con i progetti avviati, a toccare il nervo scoperto dei potentati che da troppo tempo oscurano il cielo gallipolino, prosperando nelle tante zone d'ombra create appositamente. Oggi, il Pdl e la Puglia Prima di Tutto, Caiffa, Padovano, Scariolo e Ferilli, hanno condannato la città di Gallipoli ad un anno di ingovernabilità e di assenza di politica".

"A questo punto la speranza è che sia un commissariamento retto a restituire, per il momento, un po' di luce alla città di Gallipoli. Nell'attesa che sia la stessa città a presentare il conto, fra un anno, ai suoi eterni nemici. Il Pd, con questa esperienza, ha voluto con coraggio e sofferenza tenere accesa la speranza della legalità e del buon governo a Gallipoli. Anche se la giornata di oggi, purtroppo, ci dice che probabilmente la nostra può sembrare una lotta contro i mulini a vento, noi del Pd, insieme a tutti i gallipolini onesti ed a tutte quelle forze politiche che in essa si riconosceranno, ci faremo carico di rilanciarla. Non ci stancheremo mai di combattere affinché il faro della legalità e del bene comune torni definitivamente a risplendere sulla Città bella".

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