Martedì, 3 Agosto 2021
Moi te nde ticu quattru

"Baia dei turchi: la Regione non ascolta i cittadini"

"notiamo con amarezza e delusione che i lavori alla Baia dei Turchi sono ripresi nuovamente. Prendiamo tristemente atto che non avete potuto o voluto ascoltare la moltitudine di cittadini"

baia

Riceviamo e pubblichiamo una mail di un lettore inviata alla Regione, riguardante la situazione della Baia dei Turchi, argomento che non fa discutere solo gli otrantini, ma anche tanti salentini e non che nei dintorni di Otranto trascorrono abitualmente le loro ferie.

di Marco De Mitri

Egregio Presidente Vendola, egregi Assessori tutti, notiamo con viva amarezza e profonda delusione che i lavori alla Baia dei Turchi sono ripresi nuovamente e in grande stile. Prendiamo tristemente atto che non avete potuto o voluto ascoltare la moltitudine di cittadini che vi ha segnalato da tempo e ripetutamente un'esigenza molto sentita da una parte, seppur piccola (?), del territorio che siete stati chiamati ad amministrare.

Siamo sempre in attesa di questo famoso piano delle coste. Da un lato, salutiamo con favore la predisposizione di uno strumento normativo, prima assente, che dovrebbe colmare (secondo le intenzioni) le lacune amministrative che sono state concausa dei problemi che vi segnaliamo. Dall'altro lato, però, lamentiamo una durata forse eccessiva della predisposizione e dell'entrata in vigore dello stesso, per non parlare della ulteriore dilazione probabilmente concessa alle concessioni in essere al momento dell'entrata in vigore del piano.

Forse non avete colto la dimensione del problema e l'urgenza della sua soluzione. Forse non avete colto l'importanza della condivisione, da subito, degli obiettivi e delle metodologie del piano stesso con la cittadinanza. Forse non siete neanche al corrente del fatto che la protesta si sta allargando ed i cittadini si stanno organizzando con varie iniziative per tutelare non solo la Baia dei Turchi, ma tutte le coste otrantine, salentine (e pugliesi) che hanno gli stessi problemi.

Egregio Assessore Minervini, lei ha la delega non solo al demanio, ma anche alla trasparenza ed alla cittadinanza attiva. E' quindi investito dalla questione su tutti e tre gli aspetti.

Nella pur apprezzata sezione del sito https://pugliattiva.regione.puglia.it/web/index.php, è da notare che, per quanto riguarda la tutela delle coste, sarebbe stato opportuno aggiungere ulteriori importanti informazioni. L'iter legislativo che ha condotto alla redazione della legge dello scorso anno, pur riportato sul sito, non consente di ricostruire come gli interessi degli operatori turistici e quelli delle associazioni ambientaliste siano stati resi compatibili. In ogni caso, il comune cittadino alla ricerca di informazioni trova sul sito la legge e le varie bozze, ma arriva a giochi ormai fatti.

Riteniamo che non sia obiettivamente possibile tornare indietro, ma sia però opportuno andare avanti e magari correggere alcuni aspetti della legge in questione. Questa volta, con il contributo attivo di tutti i cittadini. Peraltro, voi stesso avete inserito nel sito citato le sezioni per consultare direttamente i cittadini (con possibilità di attivare forum, effettuare sondaggi, effettuare una conferenza on-line). Riteniamo che sarebbe il caso di utilizzare tali strumenti per coinvolgere i cittadini interessati nel percorso di modifica e miglioramento della legge del 2006, che a questo punto appare urgente ed opportuno.


Ed a proposito di trasparenza, sarebbe anche cosa molto apprezzata una maggiore informazione sulle questioni attinenti le concessioni in essere. Ci piacerebbe veder pubblicati i corrispettivi economici percepiti dalla Regione per ogni singola concessione, come anche le mappe e le tabelle con l'elenco delle spiagge concesse e dei chilometri di litorale occupati, e dei calcoli che consentono di pervenire a quel famoso 40% di limite massimo di spiagge occupate da stabilimenti, ed altre utili informazioni di questo tipo (es. quali sono le strutture "removibili" e quelle non removibili? La Regione effettua controlli su questi concessionari?). Trasparenza, appunto.

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