Venerdì, 24 Settembre 2021
Moi te nde ticu quattru

"Dieci comandamenti" per salvarci dallo smog in città

di Cesare De Carlo

Il tempo passa ma la situazione traffico a Lecce non accenna a migliorare. Anzi con l'apertura delle scuole e con tutti i lavori ancora in corso (i lavori a Porta Napoli sono fermi da mesi) i disagi sono aumentati e per il momento non si intravedono vie d'uscita. Il problema esiste da anni ma si è aspettata la fine dell'estate per abbozzare un programma. Programma che, comunque, rimane sempre sulla carta o nelle buone intenzioni. Vedasi, esempio, la riapertura del varco sul Viale dell'Università in prossimità del Liceo Palmieri. Lo stesso assessore Ripa ha più volte affermato che deve essere fatto, ma, di grazia, quanto tempo ci vuole per attuarlo? Per tagliare pochi metri di marciapiede e spostare l'impianto semaforico quanto si dovrà aspettare ancora?

Lo snodo di Porta Rudiae tra l'imponente traffico proveniente da via Diaz e tutto quello da Porta Napoli e Via Pozzuolo è una bolgia. Il fiume in piena delle auto continua a riversarsi sulle strade della città, i 120 bus continuano a scorazzare in lungo e in largo intasando l'intasabile scaricando le une e gli altri quantità impressionanti di veleni che non possono essere misurati stante l'inagibilità delle centraline e mettendo a dura prova la salute e il sistema nervoso di noi automobilisti comunque non immuni da colpe visto che continuiamo testardamente a non l'imitare l'uso del mezzo proprio. I bus a Lecce non sono al top ma non facciamo niente per agevolare il loro compito. Ma qualcuno si è mai chiesto cosa succederà quando entrerà in funzione il filobus? Ora per percorrere viale Gallipoli, direzione Questura, ci si impiega dai 20 ai 25 minuti, ebbene il filobus che percorrerà quel tratto quanto ritardo dovrà accumulare nella sua corsa? E in queste condizioni i cittadini potranno mai servirsene?

Che fine hanno fatto le corsie preferenziali fatte e rifatte più volte e mai funzionanti? L'assessore Ripa per ora si è limitato a dettare le sei regole d'oro per arginare un po' la situazione per una causa persa in partenza. Suggerimenti e consigli non servono a niente di fronte a consolidate abitudini e comodità. E quindi se consigliare non serve, allora bisogna passare ai divieti. Non ci sono alternative. Ma in qualche modo Lecce deve tornare ad essere una città vivibile anche da questo punto di vista. Si vorrebbero riproporre le domeniche ecologiche, ma sappiamo che non servono assolutamente a niente. Si ha solo l'illusione di respirare un'aria meno inquinata per pochissime ore e tornare poi a inalare i veleni di sempre.

Il Natale è alle porte e quello che succederà da qui a poche settimane lo possiamo immaginare. Viva Dio l'assessore al ramo ha già ascoltato i commercianti ( e non i cittadini suscitando, giustamente, il risentimento delle associazioni dei consumatori) risolvendo così tutti i problemi e sentenziando che per le prossime festività Lecce non chiuderà e che, quest'anno, via Cavallotti resterà libera dai gazebo. Bene. Ci sarà maggior spazio per far circolare più auto degli altri anni e ci sarà più possibilità di liberare nell'aria le micidiali polveri PM10 la cui emissione è dovuta proprio al trasporto su gomma oltre che agli impianti di riscaldamento civili. Polveri che possono rimanere in sospensione nell'aria per circa 12 ore, mentre le più piccole rimangono in circolazione per un mese. E questa è una delle caratteristiche che rende le polveri inalabili e respirabili particolarmente insidiose per la salute dell'uomo (bambini, malati, donne in stato di gravidanza e anziani, sono i soggetti più a rischio). Salute a cui tutti dicono di tenere affermando che viene prima di ogni cosa ma che poi viene di fatto trascurata.

E a proposito di polveri sottili va ricordato che un'esposizione di breve periodo può irritare i polmoni e causare broncocostrizione, tosse e mancanza di respiro; le sostanze che si dissolvono dalle particelle possono causare danni alle cellule e una esposizione di lungo periodo a basse concentrazioni può indurre il cancro. Le morti per patologie legate allo smog raggiungono ormai diverse migliaia ogni anno. Il numero di bambini colpiti da attacchi d'asma ormai è esponenziale. Non si sa più a quale santo votarsi per limitare il traffico in città, ogni possibile soluzione sembra sempre approssimativa e mai risolutiva. Nemmeno Sant'Oronzo forse può darci ormai una mano impegnato com'è a risolvere il problema della sua destinazione dopo lo "sfratto" arrivato da Brindisi.

L'ultima speranza rimane il sindaco Perrone, che avvalendosi del Decreto del Ministero dell'Ambiente n. 163 del 21 aprile 1999 che individua i criteri ambientali e sanitari oltrechè della Direttiva Europea 99/30/CE, può applicare misure severe di limitazione della circolazione veicolare al fine di ottenere un concreto e duraturo miglioramento della qualità dell'aria in ambito urbano.
E per concludere vale forse la pena ricordare il 10 "comandamenti" per salvare i polmoni pubblicato qualche mese fa dall'Adnkronos:
1) Non fidarsi delle mascherine: servono solo contro le polveri e comunque non riparano gli occhi dai gas irritanti;
2) Non aprire le finestre nelle ore di punta ma la mattina presto;
3) Non portare i bambini in passeggino nelle zone a intenso traffico;
4) In mezzo al traffico tenere i finestrini chiusi e il riciclo dell'aria acceso;
5) Tenere ben chiuso il finestrino quando si fa benzina: si evita di respirare nell'abitacolo i vapori di benzene;
6) Attenzione al riscaldamento: con il metano si tagliano del 45% le emissioni di anidride solforosa,
7) Non usare la "verde" nelle auto non catalizzate. Farlo è mettere in giro un killer al benzene;
8) Evitare l'usato catalizzato molto vecchio: le marmitte possono perdere o ridurre lo loro capacità di depurazione;
9) Evitare il fumo: la sigaretta moltiplica i rischi da inquinamento atmosferico;
10) Controllare periodicamente il proprio stato di salute respiratoria nei centri specializzati.

E che Dio ce la mandi buona.

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