Moi te nde ticu quattru

"Discariche, il cuore del Salento rischia l'infarto

"Discariche, cave, inceneritori "di fatto": è questo il destino riservato all'area centrale della penisola salentina?"


di Luigi Lagna *

Discariche, cave, inceneritori "di fatto": è questo il destino riservato all'area centrale della penisola salentina, quella compresa tra i comuni di Cutrofiano, Galatina, Corigliano, Maglie e Collepasso? Già oggi il dissesto idrogeologico e l'alto carico di inquinanti sembrano la cifra di questo territorio, che letti alla luce dei dati sull'incidenza di malattie croniche e neoplasie fa gridare all'emergenza.

Ultimo arrivo la cava in contrada Cristallino, ennesimo progetto sfuggito alla maglie troppo larghe di una Regione ancora troppo distratta sul settore estrattivo: altri 7 ettari di suolo consegnati alla desertificazione, circa 500 alberi di ulivo in meno per combattere l'effetto serra il cui bilancio locale diventa sempre più negativo.

Sullo sfondo di un ruolo inedito per il Salento: colonizzato dai colossi del cemento, cavato ed avvelenato per la ri-costruzione dei paese emergenti oltre Adriatico. Basta con gli ecomostri ladri di futuro. Legambiente chiede:

- la revoca delle autorizzazioni e dei pareri acquisiti sulla cava di Cristallino
- una moratoria sull'apertura di nuove cave
- un serio piano di monitoraggio e di bonifica non solo delle cave a cielo aperto, ma anche di quelle ipogee
- il recupero ambientale delle cave esaurite - obbligatorio per legge ma mai attuato - non solo per una assai parziale compensazione del danno paesaggistico, ma per il bilanciamento in termini di CO2 e di biodiversità del danno arrecato dalle attività estrattive in corso.

A questo punto chiediamo che la regione puglia prenda la situazione in mano e ci dimostri che ci tiene anche ai suoi cittadini (cosa ancora non fatta). Il circolo Legambiente ringrazia tutti coloro che hanno collaborato alla raccolta firme per dire "no alla riapertura di una nuova cava".

* Legambiente Cutrofiano
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