Martedì, 27 Luglio 2021
Moi te nde ticu quattru

"Domeniche ecologiche? Meglio chiamarle commerciali"

Ancora proteste per le domeniche ecologiche, che non sarebbero funzionali all'obiettivo. E c'è chi rimprovera i vigili urbani: "Troppo zelo, non mi hanno fatto entrare, anche se residente"

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Le domeniche ecologiche fanno discutere i leccesi. Che non sembrerebbero del tutto d'accordo con gli orari stabiliti, così come ha fatto sapere nei giorni scorsi "Una buona azione per Lecce", l'associazione che con una sua lista ha sostenuto alle passate elezioni la candidatura a sindaco, per il centrosinistra, di Antonio Rotundo. Cavalcando il malcontento popolare, attraverso i suoi consiglieri, l'associazione ha contestato gli orari di chiusura al traffico, ritenuti inutili rispetto all'obiettivo che si vorrebbe raggiungere, quello della salvaguardia ambientale. E per la verità, fra i primissimi a mettere in discussione la fascia di chiusura al traffico domenica, dalle 9 alle 17,30, erano stati diversi lettori di LeccePrima, Cesare De Carlo in testa, che oggi torna sull'argomento. "Anche la seconda domenica ecologica ha portato scontento e delusione fra i cittadini che speravano di effettuare lo shopping serale in santa pace senza piroettare e senza inalare i veleni delle auto che, puntualmente alle 17,31, sono state fatte affluire, come fiume in piena, nelle principali vie della città", dice. "Siamo alle solite. Ancora una volta non si è voluto tener conto che gli orari di chiusura al traffico così come sono stati pensati non servono a nulla per giustificare la parola ecologica secondo il significato che le si vorrebbe attribuire. Queste domeniche debbono semplicemente essere definite 'domeniche commerciali' programmate, come più volte ribadito, per favorire solo il commercio e non i singoli cittadini ai quali, si dice, essere rivolte. In caso contrario saremmo curiosi di conoscere quali sono i vantaggi per i leccesi che deriverebbero da questo tipo di domeniche e da questi orari abnormi".

"E, a tal proposito, ci fa piacere constatare che, dopo la nostra segnalazione circa l'inopportunità di articolare la chiusura al traffico dalle 9 alle 17,30 - continua De Carlo -, anche altri organi di informazione hanno registrato e riportato le lamentele dei cittadini circa l'assurdità delle fasce orario, in quanto come da noi argomentato, chiudere il centro dalle 13 alle 17,30, quando la maggior parte delle persone è ancora in casa, è solamente un non senso. Se domenica scorsa il flop è stato totale, questa volta di positivo c'è stata solo la ferrea chiusura di tutti i varchi di accesso nelle zone centrali, ma, alle 17,31 precise, come ampiamente previsto è successo il finimondo con migliaia di auto che sono penetrate nel tessuto urbano infestando l'aria con i loro scarichi malefici e creando disagio fra quanti si apprestavano a fare compere. E allora: che domeniche ecologiche (termine ormai usato e abusato) sono mai queste se la gente, almeno per un giorno, non può riscoprire il gusto della passeggiata in un contesto diverso da quello di sempre?"

"Limitare l'ingresso di auto e bus in città pare sia un vantaggio soprattutto per gli automobilisti i quali, secondo una ricerca condotta dall'Università della California e pubblicata dalla rivista Atmospheric Environment (di cui ha dato notizia ieri il Corriere della sera) - prosegue -, sarebbero i più esposti allo smog in quanto la loro auto non sarebbe in realtà una protezione, ma una trappola. Infatti, una volta entrati dentro, i gas e le particelle generate soprattutto dai motori diesel si accumulano esponendo i forzati delle quattroruote a quantità industriali di smog. E questi dati hanno trovato conferma anche in una ricerca italiana svolta dal Dipartimento di medicina del lavoro dell'Università di Milano per conto dell'Agenzia di protezione ambientale. Quindi l'unico rimedio è quello di lasciare sempre più spesso l'auto in garage e servirsi di mezzi non inquinanti. Ma Lecce non sembra avere questa vocazione per cui, come si accennava, continueremo purtroppo ad avere sempre più domeniche commerciali e sempre meno domeniche ecologiche con tutte le conseguenze che da ciò possono derivare e che pare non interessino a nessuno".

E non finisce qui, perché le lamentele sono anche d'altro tipo. Un altro lettore, Vittorio Falco, scrive direttamente al sindaco Paolo Perrone, manifestando le proprie perplessità sullo zelo manifestato da alcuni vigili urbani. "Vorrei manifestare un grave atto di limitazione della libertà del quale ritengo, a mio avviso, essere stato vittima nella giornata di ieri. Premetto che sono un fermo sostenitore della salvaguardia ambientale - dice Falco -, e non potrebbe essere diversamente lavorando nel settore presso un istituto di ricerca del Cnr, e scrupoloso cittadino che evita con normali gesti di civiltà di degradare l'immagine e il decoro della nostra bella città. Non ho assolutamente condiviso quanto accaduto ieri intorno alle 15,30. Risiedo con la mia famiglia, moglie e figlia di 5 anni, nel centro storico e dopo essere uscito di casa la mattina ho intrapreso, nell'orario sopra indicato, la strada del rientro. Giunto in prossimità della pasticceria Citiso sulla circonvallazione hop chiesto alla ragazza della protezione civile la possibilità di entrare dal varco vigilato per raggiungere la mia abitazione".

"In quel momento è però sopraggiunto un motociclista della polizia municipale che, con fare borioso, ha urlato alla ragazza, e quindi indirettamente a me, che nessuno era autorizzato ad entrare nella zona delimitata dall'ordinanza relativa alla giornata ecologica. Alla mia richiesta, avanzata per la verità con lo stesso tono usato dall'agente, di poter accedere alla zona per poter raggiungere la mia abitazione, essendo munito di regolare permesso per la zona D, mi è stato detto che sarei potuto rientrare alla mia abitazione solo dopo le 17, e che altrimenti avrei dovuto raggiungere la mia abitazione a piedi. A questa ulteriore affermazione ho fatto notare che ciò non era possibile in quanto la bambina dormiva, e che mi sembrava una limitazione della libertà della mia famiglia di far rientro a casa".

"Ora, illustrissimo signor sindaco, chiedo un intervento fermo da parte sua sulla questione. Capisco - prosegue il lettore - che la domenica precedente tutti hanno attraversato indisturbati i varchi, e che questa domenica bisognava dare una risposta. ma vietare con l'ordinanza il rientro a casa dei residenti mi sembra eccessivo. Avrei visto più ragionevole che mi fosse, forse giustamente, vietato l'ingresso da via Oberdan, ma l'agente o chi ha emesso l'ordinanza mi doveva garantire l'ingresso dal varco più vicino così come è stato dopo essermi recato al comando. Tanto dovevo dire per sfogare il rammarico per ordinanze forse adeguate al rispetto dell'ambiente, ma sicuramente inadeguate per la salvaguardia della libertà della persona".

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