Moi te nde ticu quattru

IL FORUM DELLA PACE DI ACAYA E LA DIOSSINA DI TARANTO

"Al cospetto di una simile realtà, che senso hanno i commenti, le spiegazioni, le giustificazioni?"


di Rocco Boccadamo

Si è appena svolto nel castello di Acaya, uno scenario incantevole dal punto di vista architettonico e, in pari tempo, pregno di vicende storiche, il 1 Forum della Pace nel Mediterraneo, un evento assai ambito ed atteso dal Salento, che ha avuto il pregio d'annoverare la presenza di eminenti personalità politiche, statisti e studiosi italiani e stranieri. La valenza più alta e l'autentico spirito conclusivo di tale manifestazione si possono ritrovare, in modo sublime, nella seguente frase pronunciata da uno degli oratori intervenuti: "Abbiamo il dovere di vivere nell'armonia".

Non c'è che dire, un'affermazione saggia e sacrosanta che, per, si presta, assai bene, ad essere chiosata con un'altra ancora più indicativa ed essenziale: "Abbiamo il dovere di vivere". Ciò, riflettendo sulla notizia secondo cui, nel territorio di Taranto, si produce una quantità di diossina industriale maggiore di quella complessiva di quattro nazioni europee, Austria, Spagna, Svezia ed un'altra di cui sfugge il nome. Al cospetto di una simile realtà, che senso hanno i commenti, le spiegazioni, le giustificazioni? Non risalta solo la cruda consapevolezza che diossina è sinonimo di gravi malattie e di morte, nel mentre, al primo posto fra gli obiettivi dell'umana collettività, come dianzi osservato, dovrebbe stagliarsi nettamente il dovere della vita?

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