Moi te nde ticu quattru

"Il Pd si faccia carico dell'area socialista"

"L'area socialista non può restare al palo. Il recente fallimento elettorale dell'operazione del Ps non deve mettere la parola fine ad una tradizione politica di rilievo significativo"


di Umberto Uccella *

L'area socialista non può restare al palo. Il recente fallimento elettorale dell'operazione del Ps non deve mettere la parola fine ad una tradizione politica di rilievo significativo e ad un'opinione democratica che, nel corso degli anni, qui, nel Salento, è stata largamente presente e portatrice di una specifica cultura riformista e di governo. Il Partito democratico deve farsene carico. Deve avere un'iniziativa che abbia lo scopo di recuperare una cultura politica ancora feconda che, diversamente, correrebbe il rischio di sfibrarsi e deperire. Non si tratta, ovviamente, di pensare a forme di annessione, ma, al contrario, di considerare l'esperienza del socialismo italiano - e qui, da noi, l'esperienza del socialismo pugliese- parte costitutiva dello stesso Pd.

D'altro canto, il nostro partito è nato perché siamo stati in grado di affermare una sintesi avanzata tra i riformismi fondamentali del novecento, quello di ispirazione socialista e quello cattolico democratico. In questa dimensione, tutti coloro che si rifanno alla concreta esperienza socialista possono trovare adeguata collocazione politica e ideale. Il Partito democratico ha tutto da guadagnare da un processo politico che abbia respiro e non si riduca alla semplice accoglienza di ceto politico tra le proprie file. Perché il Pd, se è in grado di cogliere il significato più profondo del risultato del 13 aprile, comprende che la direzione di marcia è quella di affinare ulteriormente la scelta riformista e di raggiungere, per questa via, forze sociali e quei ceti moderni che, ancora, stentano a riconoscersi nella nostra prospettiva politica e di governo. E che, anzi, ad essa, hanno preferito il dinamismo apparente di una destra demagogica e populista.

A quell'obiettivo dobbiamo attrezzarci. Anche qui, nel Salento, la nostra forza è certamente significativa. Si attesta oltre il 30%. Ma, attorno al Pd, rischia di esserci il vuoto. Oppure, nelle prossime tornate elettorali, potrebbe realizzarsi una semplice redistribuzione del voto tra quanti gravitano nel centrosinistra. O, peggio ancora, un disincanto ed una dispersione di energie nell'astensione o, addirittura, verso i nostri avversari. In ogni caso, come è facile dedurre, non intaccheremmo l'insediamento e la forza della destra. E saremmo destinati alla sconfitta. E' lì, invece, che dobbiamo insistere. E dobbiamo farlo sapendo che il partito va costruito e radicato nel territorio e tra le forze della società, mettendo alla prova un gruppo dirigente forte, che sappia fare dell'innovazione politica e culturale l'asse portante della propria strategia. Con donne e uomini che, in una provincia come la nostra, sappiano dove mettere le mani per spostare in avanti i processi politici e costruire le condizioni di una rivincita.

* Componente dell'Assemblea regionale e provinciale del Partito Democratico e Presidente Stp di Terra d'Otranto.

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