Lecce senz'anima, come un manichino in "centovetrine"

Lecce che rischia di trasformarsi in un ipermercato dentro un ipermercato; opere non ancora compiute e una incertezza cronica sulla identità di questa città, che ancora non sa cosa deve fare di sé

manichini[1]
di Mauro Marino

Che differenza c'è se un ipermercato lo facciamo fuori le mura o se "cento-vetrine" lo progettiamo nel cuore della città? Nessuna. Le royalty (invocate dall'onorevole Poli per i comuni nelle cui aree insistono gli iper) dovremmo in questo secondo caso distribuirle ai pochi commercianti che riusciranno a sopravvivere.

METROPOLITANA DI SUPERTICIE. L'amministrazione Perrone ha un sogno… Oltre a tutti quelli ereditati e ancora incompiuti: la metropolitana di superficie "regina" di un allestimento che adorna l'intera città di pali neri, a cui ormai gli occhi si sono abituati, non ha ancora visto un solo filobus (a parte la giostra inaugurale);

STUDENT CENTER. Lo student center, invidiabile gioiello, che farebbe la felicità di operatori culturali capaci ed arditi, a parte il teatrino elettorale del taglio del nastro, rimane miserevolmente chiuso, la sera ci lasciano una lucina accesa a mo' di nodo al fazzoletto: non era stato assegnato ad una cooperativa di giovani per l'avvio delle attività? Boh. Aspettiamo.

TEATRO APOLLO. L'Apollo, acquisito dall'amministrazione comunale, forse aspetta finanziamenti. Poi c'è le incompiute croniche dei Teatini, del Castello Carlo V, del Conservatorio Sant'Anna, lo abbiamo detto e ridetto, spazi senza vocazione, senza linea di progetto, senza radicamento. Miserevolmente vuoti di attività e di pubblico, se escludiamo le fierine dell'antiquariato e qualche sporadica mostra.

Nonostante tutto ciò l'amministrazione Perrone ha un sogno: trasformare una scuola, anzi due, il Battisti e il Costa in una città nella città: un prestigioso centro direzionale-commerciale. "Sorbole" (nienti te menu)! Si può fare perché quel "bell'edificio", frequentato da generazioni e generazioni di alunni, pur restando all'esterno "immutato" (con due ingressi su via Trinchese, però), nella sua mole ottocentesca diverrebbe una galleria di negozi ("centovetrine", appunto). A suo favore, la posizione mediana e strategica tra le due Lecce: quella storica e quella dei Trecentomila… Tutto è previsto: bar, punti ristoro, sportelli per la ricezione turistica, il museo tecnico-scientifico con gli strumenti e gli uccelli impagliati del Costa, una mediateca e anche una galleria d'arte moderna. Tutto, tutto… una città nella città.

Speriamo rimanga un po' di spazio per lo studio di Carol Grimani (attuale eroina negativa e AD nella soap Centovetrine), lo lascia sperare il fatto che tutto l'ambaradan lo faremo coi francesi… già coi francesi! E se ne facessimo una scuola modello? Quello sì, un investimento.

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