Pale eoliche a iosa? Per le piste ciclabili c'è tempo..

"Salento frontiera del vento. Perché no...se ne sentono tante di "dediche" al nostro territorio. Ma intanto mancano servizi di base. Ad esempio, le piste ciclabili. Ma le hanno fatto?"


di Antonio Biscuso

Salento frontiera del vento. Perché no...se ne sentono tante di "dediche" al nostro territorio. Di una ne abbiamo fatto un grido di sincera genuinità verso il mondo, cito: "lu mare, lu sule, lu ientu", subito dietro alla cordata di promozione Salento d'amare(troppo mediatica). Anche piccole/medie imprese e sinergie territoriali, si sviluppano ormai, anche sullo slogan "del momento", quello che ti prende più a cuore o ti sorprende, che ti fa ricordare l'essenza delle radici popolari e la genuinità (che per natura vive in questo territorio), della pratica verità dell'essere.

Bellissime certe frasi, che ascolti in giro, dette da un parente, sbirciando una t-shirt o visto che c'è sempre più Salento su celluloide, in un film: "..la serpe prima te ‘mbrazza forte e poi te lassa n' terra" (non traduco perchè questo scritto vuole sensibilizzare chi vive e dispone di come vivrà il Salento). Questa sicuramente è una frase che ti riporta alla "terra". Penso poi che il salentino purosangue si appropria, nella frase, di questa serpe immaginaria (almeno un boa visto che deve afferrarti), che territorialmente vive lontano da noi, anche per farne un detto di verità e portata globale.

Fondamentalmente il salentino, più che l'italiano, risulta esterofilo nella maniera giusta e questo è stato visto anche con l'ospitalità e l'integrazione data alla gente albanese, situazione invece, che non vide consegnarci l'Authority "dell'umanità" ma ci ha rinfrancato, se ce ne fosse bisogno, con plausi (tipo Giro d'Italia che partì da Lecce) nazionali, ritardati e discontinui. Dobbiamo creare e fare la "nostra Authority", tracciando una linea immaginaria che faccia diventare il Salento regione del mondo, dove alla fine di questa linea si possa vedere un considerevole numero di pale eoliche che, collocate anche lì dove sono già sorte o in siti idonei, serviranno da "frontiera" di ideali al cospetto di Cerano e di tutta l'area sud/brindisina degna di passeggiate domenicali da morti viventi.

A chi parla di mini-eolico(privato), vorrei spiegare che preferisco anche cinquanta mostruose pale eoliche tutte insieme appassionatamente lì a funzionare, che deprimermi nel vedere per ogni chilometro nel Salento un "trofeo" (pala eolica) che mi ricorda come cavolo stiamo riducendo questo pianeta. Ma forse se preso come modo per fare coscienza è utile. Dentro le sinuose, generose, mansuete, spumeggianti, graffianti, cupe o solari linee e curve della nostra penisola, possiamo immaginare un enorme "calderone" dove anche la grettezza becera, dovuta alla presenza di radici barbare e comunque 'attaccate' alla terra, deve far parte dell' elite territoriale.

Genuinità che rispetta e rispecchia l'ambiente in cui si vive deve essere il primo prodotto locale. Prodotto destinato a quella gente (diciamo milioni di persone) che girano il mondo alla ricerca di benessere sia per vacanza o altro. Dobbiamo globalizzare la nostra regione (Salento) in una certa ottica e per far questo c'è bisogno di gente nostrana che pensi veramente che il Salento può fungere da tavola per italiani, europei, a chi giunge qui per caso, o per chi anche con culture diverse si sta avvicinando alla nostra cucina e al nostro territorio e che sempre di più farà esportatore in prima persona dei nostri prodotti.

E' qui il business sotto i nostri piedi, è fattu de terra, roccia, mare.. sule e ientu e bisogna sfruttarlo senza deturpare il territorio e/o "rapinare" i visitatori. Abbiamo la fortuna di avere sotto i piedi una penisola, in un clima comunque temperato (e purtroppo il riscaldamento globale gioca a nostro favore allungando le stagioni) dove in quaranta chilometri ti sposti dal versante Adriatico a quello Ionico o viceversa, dove abbiamo il canale d'Otranto e il capo di Leuca, con la Grecia ad un passo ed il centro del Mediterraneo a due. Qui per 5/6 mesi all'anno possiamo accogliere gente che vive e vuole vivere il mare in tutti i modi possibili o nei suoi preferiti. Dal pescatore da diporto al surfista, dallo yatching alla vela, dal vacanziere "da spiaggia" all'appassionato di trekking, dall'infanzia alla terza età possiamo soddisfare senza sforzo tutte le tipologie di persone, dal portafoglio spoglio a quello pingue, dallo spirito libero(vedi ragazzo che gira in tenda) al turista ordinario straordinario(servizi e servigi). Salento Mangia e Bevi, ma non basta perchè.. "panza china riposu cerca". Diamo ai "nostri ospiti" la certezza che qui troveranno l'elite del mangiare e del benessere che non vuol dire cinque stelle ma essere ricettivi e attenti sempre, come politica (non solo quando ci sono, i sempre più numerosi, eventi/placebo arraffa arraffa).

Ma le piste ciclabili? Ma le hanno fatte? Ma basta mettere scivoli a inizio e fine marciapiede perchè si chiamino così? Ma avete idea di cosa è una pista ciclabile cittadina? Bah… io so che non ci vuole tanto a fare una pista ciclabile (con la "P" maiuscola)… però a quanto pare ci vuole molto a capire che una signora pista ciclabile regalerebbe alla città la soluzione a tanti problemi ed ai cittadini aria
più pulita e magari una bicicletta nuova. Ma per le piste ciclabili c'è sempre tempo.

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