Moi te nde ticu quattru

"Qui non spazzano mai. Che faccio, mi riduco la Tarsu?"

C'è chi non vede le strade sotto casa pulite da mesi, chiedendo il rispetto del capitolato d'appalto sull'igiene urbana

Via D'Onofrio

Strade sporche, da Borgo San Nicola al centro di Lecce, passando per tutte le periferie. In giro si vede ammonticchiato praticamente di tutto, dalla comune spazzatura, in poco deliziose montagnette che sorgono anche accanto ai tavolini all'aperto di alcuni locali pubblici, a interi elettrodomestici ormai fuori uso. Il solito, fedelissimo lettore, Gabriele Mariano, già presidente del Comitato popolare indipendente Lecce ai cittadini, questa volta invece di fare un giro in città, come suo solito, a tirar fuori le tante pecche del capoluogo, non è dovuto neanche andare troppo lontano. Semplicemente, s'è affacciato sotto casa sua. Ha scattato un paio di foto, e poi ha scritto al sindaco.


"Voglio renderla edotta sul perdurare di una mancanza totale di servizio di spazzamento di via Francesco D'Onofrio, via in cui abito", scrive. "Come può vedere dalle foto allegate sono ormai passati oltre due mesi dall'ultima volta in cui è intervenuto un operatore ecologico per spazzare la via e solo dopo la richiesta d'intervento da parte mia al Front Office dell'Ufficio Ambiente". Ma c'è di più. "La situazione igienico sanitaria è grave con la presenza di strani insetti che rendono impossibile la fruizione dei giardini delle nostre case. Nel chiedere il rispetto del capitolato mi corre l'obbligo di farle una domanda: visto il perdurare di un palese disservizio vorrei sapere quale sarebbe il suo comportamento se dovessi decidere di autoridurmi la Tarsu? O il motto è ancora "ubbidir (subire) tacendo?"

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Qui non spazzano mai. Che faccio, mi riduco la Tarsu?"

LeccePrima è in caricamento