Domenica, 19 Settembre 2021
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Registro tumori, botta e risposta alla Regione Puglia

Congedo (Pdl): "Quale sia lo stato di attuazione del Registro Tumori? Vi sono ritardi? E per quali motivi? Maniglio (Pd): " già iniziato al "Fazzi", lo studio e l'analisi dei dati del 2003"

Sanità, botta e risposta. Il consigliere Regionale del Pdl Saverio Congedo ha rivolto un'interrogazione urgente al presidente della Regione ed all'assessore alla Salute per conoscere "quale sia lo stato di attuazione del Registro Tumori e se vi siano ritardi nella sua concreta realizzazione precisandone, eventualmente, la cause". Nella premessa Congedo rammenta come da tempo si discuta sull'effettiva attivazione del Registro tumori dell'area jonico-salentina, strumento decisivo per monitorare l'insorgenza di patologie neoplastiche, per valutarne l'incidenza, per orientare gli indirizzi di politica sanitaria in materia di prevenzione, diagnosi, informazione.

Un strumento - prosegue Congedo - fondamentale per la Provincia di Lecce caratterizzata da un altro tasso di mortalità per tumori (come peraltro indicato dallo stesso Osservatorio epidemiologico di Bari) e da un elevato rischio per la salute dei cittadini a causa anche dell'esistenza di insediamenti industriali ed energetici ad alto impatto ambientale. Congedo conclude evidenziando come a fronte dei timori dei salentini per l'incremento di patologie neoplastiche e di istanze corali delle realtà sociali, politiche e istituzionali per un più incisivo impegno su questo fronte, ad oggi non si hanno notizie certe sull'effettiva attivazione del Registro Tumori Pugliese di cui la Giunta Regionale nel mese di novembre del 2007 ne ha annunciato l'istituzione da realizzare a cura dell'Irccs Oncologico di Bari di concerto con l'Oer, l'Ares, l'Arpa, l'Assessorato alla Salute, le Asl e l'università di Bari e la costituzione di un apposito Comitato tecnico-scientifico.

Immediata una replica, affidata al presidente del gruppo consiliare del Pd Antonio Maniglio. "L'istituzione del registro tumori anche a Lecce, decisa nel novembre scorso dalla giunta Vendola, è una scelta decisiva per studiare, prevenire e curare il cancro. E davvero tutti auspichiamo che la relativa delibera sia attuata in tutte le sue parti. Sono passati dieci anni, infatti, dalla attivazione per, iniziativa del ministero dell'ambiente del Rtjs solo per Brindisi e Taranto. Dieci anni di denunce e allarmi sull'incidenza delle patologie tumorali e sul legame tra queste e le condizioni ambientali caratterizzate dall'inquinamento prodotto dai poli industriali brindisino e tarantino. Dieci anni durante i quali né la Regione Puglia né il Comune di Lecce (ma non la Provincia che definì un suo progetto) si sono seriamente preoccupati di estendere le aree coperte dal registro anche a Lecce".

"Oggi - prosegue Maniglio - dopo che la regione Puglia, sotto la guida di Vendola, ha cambiato registro e con propri fondi, non con quelli del ministero dell'Ambiente, estende il suo impegno nella provincia di Lecce, è giusto chiedere la immediata operatività. Ma è bene sapere che nel frattempo è già iniziato, all'oncologico del "Fazzi", lo studio, l'analisi e la catalogazione dei dati relativi al 2003. E che c'è una struttura operativa semplice che si occupa quotidianamente di validare i dati per il registro tumori. E ciò, in attesa della definizione di ogni altro aspetto, con fondi propri della Asl. E anche questa scelta lungimirante del management della Asl di Lecce merita di essere sottolineata".

"Questo d'altronde era il senso dell'ordine giorno presentato dal sottoscritto in Consiglio regionale - evidenzia Maniglio -, e approvato il 18 maggio 2007, con il quale si impegnavano "gli assessorati alla sanità e all'ambiente, con il pieno coinvolgimento dei comuni interessati e delle ASL di Lecce e Brindisi, a effettuare un monitoraggio puntuale sia della situazione ambientale che di quella epidemiologica dando piena operatività al registro tumori per l'area jonico-salentina". Ordine del giorno che spianò la strada alla delibera di otto mesi fa. Oggi - conclude - si tratta di dare una scossa per velocizzare gli adempimenti burocratici ma fa piacere sapere che un pool di medici e tecnici sta già lavorando per il registro tumori".

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