Venerdì, 17 Settembre 2021
Moi te nde ticu quattru

"Resti romani oscurati. A Lecce non si valorizza mai"

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera inviata da un lettore sul caso dei ritrovamenti di piazzetta Santa Chiara. "Caro sindaco, sicuro che sia giusto oscurare i resti delle antiche terme romane?"

Alcuni dei resti venuti alla luce.

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera inviata da un lettore sul caso dei ritrovamenti di piazzetta Santa Chiara. "Caro sindaco, sicuro che sia la cosa giusta oscurare i resti delle antiche terme romane?"

di Cesare De Carlo

Secondo il programma previsto, dovrebbero partire oggi i lavori di copertura dei tesori archeologici rinvenuti in Piazzetta Santa Chiara a Lecce. Una decisione inopportuna che impedirà a cittadini, studiosi e turisti di poter ammirare i resti delle Terme romane da poco riportati alla luce dagli archeologi della nostra Università. Ritrovamenti di cui la maggior parte dei leccesi è all'oscuro per cui tutti sanno dei lavori per sistemare la piazzetta e basta. Se ci fosse un'informazione adeguata su quanto viene fuori dal sottosuolo della città (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=8774) forse ci sarebbe una maggiore attenzione e un maggior coinvolgimento e ciascuno potrebbe esprimere il proprio pensiero; invece niente, le scoperte restano tra gli addetti ai lavori che decidono il loro destino, se cioè debbano o non debbano essere fruiti dagli altri anche se il patrimonio artistico di una città appartenga a tutti.

In altre città farebbero carte false per avere tesori del genere da proporre a chiunque volesse ammirarli creando interesse e maggiori flussi turistici. Noi, invece, li "oscuriamo"! Ha ragione il professor D'Andria quando sostiene che invece dovrebbero restare "a vista" ed essere fruiti da tutti. "Si ama il passato perché il presente è così come sopravvissuto nella memoria umana", affermava Marguerite Yourcenar. Infatti si tratta di memorie storiche che ci fanno capire quale stata la storia della Lecce antica. Invece nulla di tutto ciò, ricopriamo e facciamo finta di niente. L'assessore al ramo obietta che di questo passo si dovrebbe bloccare la città perché Lecce è stracolma di testimonianze archeologiche. Il discorso potrebbe essere valido se un reperto affiora su strade dove la viabilità cittadina è indispensabile, ma se vengono fuori sotto uno spazio esclusivamente pedonale, il discorso cambia in quanto le strade limitrofe sono ugualmente percorribili mentre gli scavi potrebbero essere adeguatamente recintati (spostando altrove il monumento esistente che, per giunta nasconde altri reperti) ed essere ammirati da tutti.

Lecce oltre ad essere una città d'arte è anche una città archeologica e ciò che si porta alla luce diverrebbe una miniera soprattutto per i commercianti che ora mugugnano. Ma si sa che a Lecce i commercianti fanno il bello e il cattivo tempo in fatto di viabilità (non vogliono le corsie preferenziali, non vogliono la chiusura di determinate strade anche se da esse scaturisce uno smog decisamente dannoso per i cittadini, vedi via XXV Luglio) tanto che si ha il sospetto che potrebbero essere loro gli estensori del piano traffico cittadino. Tempo fa si parlò a lungo di un percorso sotterraneo della Lecce archeologica ma anche quel progetto pare essere stato "oscurato". Si dice per mancanza di fondi. Ma i soldi se si vuole si possono trovare in tanti modi. Penso ai Por, ai finanziamenti europei o a qualche sponsor che potrebbero fattivamente intervenire affinché certe scoperte restino all'ammirazione di tutti.

Invece si decide di "oscurare" con la improbabile prospettiva di riportarli un giorno alla luce con ulteriore aggravio di spese. I soldi che si debbono spendere per ricoprire la piazza, pavimentarla e arredarla non si potrebbero invece utilizzare per continuare gli scavi rendendo una enorme servizio all'umanità intera? Caro sindaco, è proprio impossibile fare qualcosa di cui essere più orgogliosi per un patrimonio che tutti ci invidierebbero? Siamo certi che se si interpellassero i cittadini, ad uno ad uno, nessuno sarebbe favorevole ad interrare ciò che si scoperto; siamo troppo innamorati della nostra Lecce. In fondo si tratta di uno spazio urbano fuori dal circuito stradale anche perché fino ad ora Piazzetta Santa Chiara (che si potrebbe chiamare Piazzetta delle Terme) è stata (e lo sarà) di giorno un ritrovo di studenti che marinavano la scuola, di sera un angolo per le coppiette e di notte un luogo per qualche attività illecita. Abbiamo la fortuna di avere in casa un tesoro che altri vorrebbero, perché non lo rendiamo godibile? Quando una cosa (qualunque essa sia) si "oscura" è sempre un fatto negativo e di questo passo non vorremmo che un giorno arrivasse qualcuno e decidesse di ricoprire anche Rudiae. Ma questo della città di Quinto Ennio un altro lungo discorso ancora tutto da decifrare.

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