Domenica, 25 Luglio 2021
Moi te nde ticu quattru

"Risparmio energetico? Basta non riparare i lampioni"

"Geniale" è stata la soluzione individuata dall'amministrazione del Comune di Veglie. Come avviene il risparmio? Semplice: si rompe una lampada della pubblica illuminazione, e non viene riparata"

Un lampione (fortunatamente integro - foto di repertorio).

di Carmine Mangia

Il tema del risparmio energetico è sempre più di attualità. Tanti sono i ricercatori che si prodigano ogni giorno alla ricerca di nuove forme energetiche che possano essere sempre meno inquinanti e meno costose per la collettività. "Geniale" è stata la soluzione individuata dall'amministrazione del Comune di Veglie. Certo che con il senno di poi tutto sembra ovvio, ma individuare alcune soluzioni non è per tutti. Come avviene il risparmio energetico nel Comune di Veglie? Semplice: si rompe una lampada della pubblica illuminazione? Non viene sostituita!

Alcune lampade della pubblica illuminazione funzionano ad intermittenza lasciando intere vie al buio? Non vengono riparate! Per incidente o per vari motivi viene abbattuto un palo della pubblica illuminazione? Non viene sostituito! Nuove vie devono essere illuminate? Non viene installato alcun palo!

Ed è così che palo dopo palo (mancante), lampada dopo lampada (rotta) si risparmia energia. Poco importa se le lampade non funzionanti da mesi od i pali mancanti da anni sono a ridosso di incroci pericolosi ed in presenza di dossi artificiali non visibili a causa della mancata illuminazione. Peccato, però, che il risparmio della sera lo si spreca la mattina facendo funzionare la pubblica illuminazione anche quando il sole è già sorto! A nulla vale rivolgersi al sindaco, all'assessore competente, al comando di polizia municipale od agli uffici competenti. Non vi sono orecchie disposte ad ascoltare. O comunque sono orecchie paragonabili a quelle di tanti politici che promettono certo e mancano sicuro.

Credo che il cittadino non possa far altro che denunciare all'opinione pubblica come gli amministratori non si facciano carico dei problemi della cittadinanza; quella stessa che, attraverso il pagamento dei contributi comunali, gli permette di incassare mensilmente e puntualmente le loro cospicue indennità e gettoni vari.
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