Moi te nde ticu quattru

Torre dell'Orso, che scempio: di chi la colpa?

Passerelle divelte, assi spaccate, schegge di legno, chiodi. Ci sono zone di accesso al mare che sono diventate pericolosissime, specie per i bambini. Senza considerare la mancata pulizia

La foto ci è stata inviata dal lettore ed è stata scattata con il suo telefonino

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un lettore che ha provato sulla sua pelle il degrado in cui versano alcune zone di una delle marine più affascinanti del Salento, sotto il profilo naturalistico. E ci associamo alla sua domanda: di chi è la colpa?

di Raffaele De Giorgi

Sono un turista salentino ormai da anni residente al Nord, e come ormai da tanti anni torno con la mia famiglia nella mia terra a trascorrere le vacanze estive. A dire il vero già da un po' di tempo avevo notato un peggioramento delle capacità ricettive in gran parte delle località più famose, anche se capisco che in qualche modo questo sia il prezzo che si deve pagare per una terra, la nostra, che solo da poco si è affacciata nel circuito turistico. Quello che ho visto oggi, tuttavia, credo che sia difficilmente digeribile. La spiaggia di Torre dell'Orso, una delle più belle dal punto di vista naturalistico, si presentava in un modo che non ho mai -dico mai- visto in nessun altro posto d'Italia che voglia dirsi civile (e vi assicuro che avendo girato in camper per decenni, di posti ne ho visti davvero tanti!).

L'accesso al mare nel punto in cui sino allo scorso anno era presente lo stabilimento balneare "Lido Oasi" si trova in condizioni disastrose, dato che l'intera zona sembra sia stata bombardata. Le passerelle in legno che portavano dalla pineta alla spiaggia sono state completamente divelte e le assi in legno spaccate in schegge poco visibili (vi ricordo che in spiaggia si cammina spesso scalzi, soprattutto i bambini, e vi lascio immaginare con quali conseguenze), inoltre numerosi pezzi di legno hanno ancora i chiodi. Vi allego inoltre alcune foto scattate questo pomeriggio col mio cellulare, dove oltre alla situazione già descritta, si può vedere che dietro una duna è ancora presente una grossa cisterna con relative tubature.


Ma ovviamente le disgrazie non vengono mai sole. Mi accorgo quindi che il solerte Comune di Melendugno ha provveduto a consentire il parcheggio nella strada che conduce al mare, esclusivamente su un lato della strada, che OVVIAMENTE è diventato a pagamento...(80 centesimi all'ora). Questo significa che per stare una giornata al mare (diciamo 6 ore) , sono costretto a pagare circa 5 euro di parcheggio... E cosa mi offre il Comune di Melendugno? Con quale faccia si parla di turismo se il 22 luglio una delle spiagge più popolate del Salento si presenta in condizioni da Terzo Mondo? A chi spettava il ripristino e la pulizia dei luoghi occupati del vecchio stabilimento balneare?

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