"Treni e aerei? Se il Salento fosse una regione..."

"La soppressione dei treni e la figuraccia della mancata partenza dei voli previsti dal bando-truffa, sono solo il segnale più evidente di un totale disinteresse dello sviluppo di quest' area"

La stazione ferroviaria di Lecce.

di Cristian Sturdà *

Siamo pronti a lanciare una nuova sfida. In questi giorni si parla dell'esistenza di troppi enti locali e della possibilità di abolire le province ritenute da molti un inutile spreco di denaro pubblico. Premessa la discutibilità di tali argomentazioni e ferma restando l'idea che necessariamente si deve porre un limite alla spesa pubblica, soprattutto nella gestione delle amministrazioni locali il comitato "Bari non è il mio capoluogo" e il circolo "Salento Attivo" propongono una idea nuova e radicale per la soluzione dei problemi che affliggono la nostra terra. Il progetto Grande Salento (inteso come concentrazione di qualche interesse imprenditoriale) è fallito miseramente, ed è sotto gli occhi di tutti che la regione baricentrica relega i nostri bisogni fuori dai loro interessi; di ciò ne è testimonianza quello che sta accadendo con i trasporti pubblici, dai treni agli aerei.

La loro soppressione, e la figuraccia della mancata partenza dei voli previsti dal "bando-Truffa, sono solo il segnale più evidente di un totale disinteresse dello sviluppo di quest' area. Stante le oggettive difficoltà di carattere costituzione e burocratico alla creazione di una nuova regione, l' idea nuova da porre all'attenzione delle Provincie di Lecce, Taranto e Brindisi è la seguente: La nascita di una sola Provincia che comprenda l'intero territorio salentino. Una provincia regionale con ampie devoluzioni di potere e libertà d'azione. Certo sarebbe necessaria una piccola modifica dello statuto regionale, ma i benefici sarebbe innumerevoli ed in particolare: 1) si risparmierebbero molti denari, perché le si eliminerebbero tre province per far posto ad una sola. 2) Finalmente i salentini avrebbero la possibilità di una vera amministrazione distaccata dagli interessi baresi che possa agire in piena autonomia per i reali bisogni del territorio.

Siamo sicuri che i tre presidenti delle province prenderanno in seria considerazione tale idea, e nell'interesse del territorio sapranno fare un passo importante verso la modernità ed il futuro. Le attuali province sono destinate a morte certa, per questo occorre puntare su un nuovo progetto, è quello della provincia regionale del Salento è l'unico che possa da un lato ridurre la spesa, dall'altro andare incontro alle necessità dei cittadini. Non perdiamo tempo.

* Presidente dei movimenti "Bari non è il mio capoluogo" e "Salento Attivo"

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