Moi te nde ticu quattru

"Trenitalia, ok l'indennizzo: ma si controlli meglio"

Anche se ci troviamo sotto Natale, non tutto deve però esaurirsi in un fasullo clima di "volemose bene". Quella notte sono accaduti molti fatti, che hanno portato ad una serie di omissioni

La stazione di Lecce (foto LeccePrima)

di Rocco Boccadamo

Sgorga spontaneo e, credo, diffuso moto di contentezza per il risarcimento riconosciuto ai 450 passeggeri dell'Eurostar Lecce- Roma, a fronte dei patimenti e disagi da loro subiti durante lo scandaloso calvario di quasi venti ore sulla strada ferrata. Anche se ci troviamo sotto Natale, non tutto deve però esaurirsi in un fasullo clima di "volemose bene". Difatti, sembra che la incredibile disavventura non sia dipesa unicamente o prevalentemente da imprevedibili calamitá naturali o cause di forza maggiore a catena, ma che, nel corso di quella lunghissima sequenza di pomeriggio - sera - nottata, molte cose non abbiano funzionato a dovere: come dire che si affaccerebbero ombre di responsabilità ed omissioni.

E' bene, perciò, che si accerti con serietà e rigore come si sono svolte le cose e, qualora dovessero emergere indiscutibili colpe, non si esiti a prendere gli opportuni provvedimenti. Non dico che i 350.000 - 400.000 euro non debbano "toccare" minimamente il conto economico di Trenitalia e, quindi, i conti dello Stato e, quindi, le tasche della collettività, pur tuttavia, presentandosene gli estremi, qualche esempio concreto, che valga da insegnamento, sarebbe proprio il caso di darlo.

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