Moi te nde ticu quattru

"Un G8 balneare per rimettere in piedi Casalabate..."

"Siamo ad una nuova stagione estiva ed il discorso su Casalabate ritorna puntuale e drammatico. Questa bistrattata marina leccese, la prima della provincia in ordine geografico, sta lì inerme..."

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di Cesare De Carlo

Siamo ad una nuova stagione estiva ed il discorso su Casalabate ritorna puntuale e drammatico. Questa bistrattata marina leccese, la prima della provincia in ordine geografico, sta lì inerme come un cucciolo randagio e ferito, in attesa che qualcuno lo adotti e lo riporti a miglior vita. Purtroppo, però, l'attesa dura da sempre senza che nessuno se ne preoccupi. Così, anche nel 2009, la vedremo come l'abbiamo vista negli anni precedenti nonostante roboanti promesse di interventi, di "Piani per le marine" mai attuati, di dichiarazioni su la "priorità per il litorale" ecc., ecc.

Esattamente un anno fa si parlò di un nuovo look per le marine! Ma per nuovo look si intendeva forse l'installazione di qualche nuovo palo per la luce o di qualche strada asfaltata in più? Attualmente Casalabate è l'immagine di un ammalato che si avvia velocemente a morte sicura mentre si discute ancora sulla terapia. E le strade rotte e allagate? E l'acqua che sta entrando nelle cabine per mancanza di un frangiflutti? E la scomparsa della sabbia dai bagnasciuga? E la sistemazione urbanistica di Piazza Lecce? E l'arredo urbano? E il verde pubblico? E il restauro della Torre di Casalabate (ex postazione della G.d.F.)? E la segnaletica? E il pericoloso incrocio nella zona mercatale abbandonato a se stesso dopo l'autodistruzione del mega impianto semaforico? E una nuova area per il mercato ortofrutticolo, senza acquistare merce abbonadantemente irrorata dai gas di scarico delle auto che serpeggiano tra le bancarelle? E almeno una pensilina per chi, l'estate, si cuoce al sole in attesa del bus? E un posto fisso di polizia? E la presenza costante di almeno un vigile urbano? E il problema inquinamento con i fumi di Cerano nelle narici? E l'acqua potabile nelle abitazioni? Insomma una miriade di problemi a cui non si riesce o non si vuole dare soluzione. Perchè è impensabile che, dopo anni e anni, non si riesce a fornire a questa località, splendida solo dal punto di vista naturale, un assetto e un aspetto dignitoso.

La pulizia è roba da terzo mondo. Ieri quello che c'era intorno ai cassonetti era qualcosa di indecoroso e di allucinante: montagne di mobili rotti e di rifiuti che con l'attuale temperatura sprigionavano nell'aria un odore nauseabondo. E tutta questa sporcizia non la si trova solo nelle strade interne ma su tutte quelle principali a due passi dal centro. Qualche strada asfaltata e qualche palo di luce in più non cambiano il suo status di "Terra di nessuno" come fu, con lungimiranza, definita sini dalla metà degli anni sessanta! Pensate, sono trascorsi ben 40 anni ma la luce dentro al tunnel ancora non si intravede. Le promesse ed i fatui programmi lasciano ormai il tempo che trovano. E a conferma di ciò basta andare a maggio dello scorso anno quando tutta la stampa locale pubblicava la notizia dell"Urban costiero" in cui era previsto, tra l'altro, il recupero, da parte del Comune capoluogo, di vecchi edifici abbandonati (come ad esempio la Torre di Piazza Lecce ormai semisbriciolata e destinata al crollo visto che è stata recintata) della costa per trasformarli in contenitori culturali o di servizi di cui avrebbero usufruito i residenti e non. Tutto ciò nell'ottica del recupero, come affermava l'allora assessore alle marine, "per la valorizzazione di una zona per anni affidata allo spontaneismo".

Residenti e villeggianti sono ormai esasperati, anche perchè non c'è mai qualcuno che chiarisca come stanno effetivamente le cose e quali sono i programmi seri e fattibili. Pensate: di Casalbate non ne parla più nessuno, nemmeno in campagna elettorale e questo la dice lunga sulla volontà di effettuare interventi! Qui, dove la gente cerca il necessario e non il superfluo, il clima di sfiducia è pesante e non sa più a che santo votarsi ma qualcuno, più ottimista, vuole sperare che, prima o poi, anche in questa località ci potrà essere un "G8...balneare" e tutto come per incanto si risolverebbe... Ma, purtroppo il tempo delle favole è passato da un pezzo.

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