Una città piena di barriere architettoniche

Scivoli disastrati, marciapiedi sconnessi e irti di ostacoli, parcheggi killer di automobilisti distratti. Lecce deve farne ancora, di strada, per venire incontro ai problemi dei disabili

Emblematica situazione in via Petrarca
di Elisa Chetta

Si è parlato a lungo dell'abbattimento delle barriere architettoniche, ma camminando per la città di Lecce ci si rende conto che per i disabili è un po' problematico muoversi: scivoli inesistenti per salire sui marciapiedi, spesso disastrati, pali della luce e del telefono posti in maniera da rendere difficile il passaggio per chi "cammina con le ruote", parcheggi killer sulle strisce o sui marciapiedi, e tanto altro ancora.

Le difficoltà di tutto ciò non sono date solo dall'amministrazione comunale che sembra non accorgersi di questi ostacoli, ma a peggiorare la situazione ci si mettono anche i cittadini, forse proprio chi si batte per salvaguardare i propri diritti, ma non ci pensa due volte a calpestare quelli degli altri.

Scivoli per salire sui marciapiedi non ce sono, ma qualora dovessero essere presenti e funzionanti spesso e volentieri vi sono parcheggiate macchine davanti (c'è da chiedersi, allora, dove sono in questo caso gli ausiliari del traffico, che di solito sono onnipresenti?), fioriere e tavolini poste dai gestori dei bar per abbellire il loro locale, ma che limitano le persone diversamente abili, anziani con il bastone e mamme con passeggini.

Per capire basterebbe, di tanto in tanto, mettersi un po' nei panni di chi non ha le nostre stesse possibilità motorie e permettere, così, a tutti senza distinzioni, di poter ammirare una bellissima città come quella di Lecce.

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