Sabato, 25 Settembre 2021
Moi te nde ticu quattru

Università, 50 precari rischiano il posto

"Noi precari dell'Università del Salento non chiediamo privilegi, favori o strade privilegiate: vogliamo essere trattati come tutti i precari della Pubblica amministrazione"

Riceviamo e pubblichiamo la lettera a firma dei precari dell' Università del Salento, che corrono il rischio di perdere definitivamente il posto di lavoro

"Dopo tanto movimento mediatico, durato circa sei mesi, siamo arrivati ad un punto morto: una cinquantina di lavoratori non hanno avuto il rinnovo del contratto e si trovano senza lavoro, senza stipendio e senza alcuna prospettiva di stabilizzazione, poiché, al contrario di quanto dichiarato pubblicamente dal Magnifico Rettore, durante la conferenza stampa del 30 maggio scorso, non è stata presa alcuna decisione in merito al futuro lavorativo dei precari, che, per anni, hanno contribuito allo sviluppo ed alla crescita dell'Università del Salento, investendo così gran parte della propria professionalità nell'Istituzione.

Ad oggi, gli Organi di Governo non si sono ancora espressi e il tempo sta trascorrendo, ai danni sia dei precari che del funzionamento della stessa Università.

Sembrava, infatti, che le dichiarazioni del Magnifico Rettore e gli esiti di numerose riunioni di contrattazione preludessero alla decisione finale e al conseguente rinnovo di tutti i contratti nelle more della stabilizzazione, come prescritto dal comma 92 della Finanziaria 2008. Quest'ultima, infatti, ha compiuto un passo avanti includendo nelle procedure di stabilizzazione anche i contratti di collaborazione; ed in questo senso stanno procedendo altre Università italiane, per esempio l'Università degli Studi dell'Aquila.

L'organo tecnico e l'organo politico dell'Ateneo salentino, di fatto, non hanno ancora stabilito se e come applicare correttamente le Leggi Finanziarie 2007 e 2008 in materia di stabilizzazione. Non ci si aspettava un atteggiamento di indifferenza e di insensibilità nei nostri riguardi, dal momento che tutti abbiamo profuso energia ed impegno in questi anni, non considerando altre opportunità di lavoro e formazione, poiché impegnati full time all'interno delle strutture dell'Università del Salento.

Per la prima volta una Finanziaria, che ha preso in considerazione le nostre posizioni lavorative, cercando di porre un rimedio all'abuso di forme contrattuali "precarie" per sopperire al fabbisogno e alle esigenze di attività lavorativa di natura ordinaria, è stata, di contro, utilizzata per "sbarazzarsi" di persone che, ricordiamo, hanno ottemperato a tutti gli obblighi e doveri dei lavoratori assunti a tempo indeterminato, oltre le ore previste da contratto (tempo pieno, rientri, straordinari) senza nessun corrispettivo (malattia, tredicesima, permessi, formazione interna e servizi).

Noi precari dell'Università del Salento non chiediamo privilegi, favori o strade privilegiate vogliamo essere trattati come tutti i precari della Pubblica amministrazione, per cui sono stati, in alcuni casi, già realizzati dei percorsi di stabilizzazione (vedi operatori della sanità della Regione Puglia), ed in altri casi tali percorsi sono stati già avviati (vedi Provincia di Lecce e altre Università).

Si auspica, pertanto, che il Rettore, il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione assumano, in tempi rapidissimi, una decisione coerente per la stabilizzazione del precariato, considerato che molti precari, anche con carichi familiari, attualmente non percepiscono alcuna retribuzione, che il periodo estivo non "favorisce" l'emissione degli atti amministrativi e che molte strutture dell'Ateneo sono al collasso.

Si auspica, inoltre, che le forze politiche del nostro territorio siano sensibili ai problemi dell'Università del Salento, che si inscrivono in uno scenario del mondo del lavoro già così difficile per gli alti tassi di disoccupazione".

I precari dell' Università del Salento

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