Moi te nde ticu quattru

"Us Lecce, qualcuno dica come stanno davvero le cose"

Un lettore esprime tutto il suo scoramento per il particolare momento che sta vivendo la società di via Templari. Dopo il mancato rinnovo a Chevanton e la cessione di Vives, il morale è sotto i tacchi

patron

Non c'è che dire. Il nuovo corso del Lecce non sembra avviato nel migliore dei modi. Società in vendita, mercato vincolato ai limiti rigorosi dell'autofinanziamento, cessione di giocatori legati a doppio filo con la maglia giallorossa, squadra in ritiro a ranghi largamente incompleti, malumore che tra la tifoseria come un cattivo presagio. Pubblichiamo la lettera di un tifoso e lettore di questo giornale, che segue le vicende della squadra del cuore lontano dal Salento.

Di Alessio Coppola

Sono un tifoso del Lecce da 28 anni, cioè da quando sono nato. Ho vissuto la mia infanzia preso in giro da amici di qualsiasi altra squadra d' Italia, ma io sempre fedele al mio unico amore continuavo a credere che alla fine qualcosa di grande potesse accadere.

Ho gioito per la promozione in serie B dopo aver visto un derby con il Casarano, con quell'attacco stellare con Francioso e Palmieri e quel vero grande capitano che era Fabrizio Lorieri, ho visto un Lecce perdere tante partite di fila in serie A e poi andare a vincere in casa del super Milan con un colpo di testa di un certo Govedarica, che al solo pensiero mi fa venire i brividi, ho pianto per retrocessioni con in campo giocatori come Chicero e Said, ho visto passare, al Via del Mare, campioni e brocchi, Vucinic e Dichio, Ledesma e Winklaer, e via via chissà quanti ne potete aggiungere anche voi (Saudati, Billy Laspalles).

Ho visto bandiere giocare con il cuore una stagione intera, senza mai smettere di lottare, su ogni pallone, in ogni parte del campo, in ogni minuto di gioco, bandiere come Tonetto, Conticchio, Piangerelli, Giacomazzi,Chevanton. Ma ora, dopo l'ennesima cessione scandalosa (Vives) di questa non società mi viene veramente voglia di abbandonare il calcio, io che ho creduto, da povero cretino, a progetti mai messi in atto, io che credevo e vedevo in De Canio un possibile allenatore da media classifica, con le sue idee, forse un po' azzardata, ma pur sempre con una squadra che giocava a calcio e non a calci.

In pochi anni abbiamo visto passare con la nostra maglia giocatori poi persi perché la società non ci credeva? Marilungo e Munari su tutti?.. abbiamo visto l'ennesimo presidente Semeraro prima prendere e poi lasciare la società perché lui, il Patron, è stanco? ma è stanco di cosa???Di sentirsi dire per l'ennesima volta dai suoi tifosi di cercare di migliorare, di cercare di dare a noi poveri tifosi di una squadra povera una giusta collocazione nel panorama calcistico italiano? Non lo so, ma so solo che per l'ennesima volta il tifoso del Lecce ha subito l'ennesimo sgarbo. Siamo passati dal "Din don, din don, din don, din don, din don, intervengo qui da Lecce, ha segnato Chevanton" (addirittura usata da me come suoneria) a Munari che va via, a Chevanton non rinnova, Vives che va via? e poi Cacia, si proprio lui Cacia, l'uomo che abbandona Lecce per andare in A con la Reggina, ma rimane in B mentre piazza Sant' Oronzo si tinge ancora di giallorosso, viene riscattato per rivenderlo ma nessuno lo compra.

Allora qualcuno abbia il coraggio di parlare, di dire come stanno veramente le cose, di parlare al tifoso leccese e spiegare cosa significa questo assenteismo, questo modo inesistente di comunicare. Da quando sono arrivati a Lecce, i Semeraro non hanno mai voluto parlare ai tifosi, le nostre bandiere sono state sempre abbandonate al loro destino senza pensare che con un piccolo sforzo si sarebbero conquistati la stima dei tifosi, e adesso che ci sarebbe stata l'opportunità chiara di dare un piccolo segnale alla tifoseria, loro lasciano partire via Chevanton, uno che ha vissuto Lecce città e Lecce tifosi, uno da curva, uno che con il cuore può sopperire a qualsiasi altro valore del calcio. Chevanton, lui che quest'anno in silenzio ha aiutato la squadra tutta la stagione, uno che ha subito tribune e panchine, a volte non ha giocato ai suoi livelli, ma nessuno può mettere in dubbio il suo impegno.

Ora perché anche Vives, ora perché il nostro motorino di centrocampo, ora perché anche Lui, no ora basta, state cercando di far crollare la passione che ci lega a questa maglia, a questa società, la passione che ci fa tornare a casa da qualsiasi parte d'Italia per vedere un Lecce-Albinoleffe di Serie B o un Lecce-Brescia di Serie A, perché? Qualcuno ce lo spieghi.

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