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La diagnosi di Serse Cosmi: "Il Lecce è una squadra poco disperata"

Il nuovo tecnico dei giallorossi ha diretto il suo primo allenamento al Via del Mare. Al termine, ha incontrato i giornalisti: "Ho sempre desiderato allenare il Lecce". Parole di elogio e di affetto per il suo predecessore

Serse Cosmi (foto di Giulio Paliaga)

LECCE - Dopo un allenamento la diagnosi non può essere definitiva, ma per Serse Cosmi un fatto è lampante: "Ho visto una squadra poco disperata, priva di quella rabbia che ti permette di vivere le partite in un certo modo, e anche le sconfitte" (GUARDA IL VIDEO). Lo ha detto ai calciatori,  prima ancora che ai cronisti, al termine di una seduta intensa alla quale hanno assistito un centinaio di sostenitori. Cori contro Massimo Oddo, la cui espressione distesa alla fine della gara del San Paolo, persa per 4 a 2,  proprio non è stata digerita. Pressante l'invito rivolto al nuovo tecnico giallorosso di tenere sotto stretto controllo la rosa. 

L'allenatore perugino si è presentato in sala stampa in compagnia dell'amministratore delegato, Renato Cipollini, e del direttore sportivo, Carlo Osti che hanno precisato come quello con Cosmi sia stato l'unico vero abboccamento di questi giorni. Dopo le presentazioni di rito, una raffica di domande si è abbattuta sul nuovo tecnico del Lecce che nel 2000 fu il primo avversario al suo esordio in serie A (GUARDA IL VIDEO). Immediata una dichiarazione (quasi) d'amore: "Ho realizzato uno dei miei desideri, quello di allenare in questa città". Un desiderio, in effetti, espresso in tempi non sospetti, quando era alla guida del Brescia. Di recente, Cosmi nel Salento c'è già stato: "Due anni fa, sono finalmente riuscito a venirci come turista", ha confessato. Una sorta di attrazione magnetica, "inconscia", quella esercitata dall'ambiente leccese sull'uomo che non accetta di essere definito un sergente di ferro, "un'espressione che non mi piace". 

Dal punto di vista tecnico, prende in mano una squadra che può ancora centrare, lui ne è convinto, l'obiettivo della salvezza. E con grande sincerità, senza essere retorico, Cosmi ha reso omaggio a chi lo ha preceduto sulla panchina giallorossa: "L'unico rammarico, accettando la proposta del Lecce, è stato quello di sostituire una persona come Eusebio. Io l'ho avuto a Perugia nel suo ultimo anno da calciatore e ne ho una grande considerazione. Mi lascia una squadra con una identità, ha fatto un buon lavoro anche se i risultati non sono stati dalla sua parte". Di certo, qualcosa se la dovrà invenatare, soprattutto per quanto riguarda la difesa: "Ci saranno degli accorgimenti tattici, ma la premessa è quella cattiveria agonistica di cui parlavo all'inizio". Da quello che dice non pare intenzionato a stravolgere la fisionomia del Lecce, ma a puntellarla. E per far capire cosa intende parla di "caratterizzazione" dei giocatori, cioè di punti di riferimento più precisi per ogni singolo interprete. 

Interrogato su possibili interventi di mercato, Cosmi ha elegantemente glissato: "Guardate, in questo momento l'ultimo pensiero che ho è per il mercato di gennaio. Voglio partire da quello che ho". Domani doppio allenamento a Calimera. Nella seduta di oggi si sono allenati a parte Olivera, Carrozzieri, Esposito e Ofere. Contro la Lazio, nell'anticipo dei sabato alle 18, mancherà Strasser, appiedato per un turno dal giudice sportivo. Il nuovo allenatore si avvarrà della collaborazione del suo secondo, Mario Palazzi, del preparatore atletico, Francesco Bulletti e del collaboratore di campo, Lorenzo Rubinacci. Confermato Fabrizio Lorieri come tecnico dei portieri.

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