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A Genova con Olivera e Carrozzieri ma senza Di Michele

Oltre all'attaccante romano saranno assenti anche Ferrario e il portiere Julio Sergio. Mister Di Francesco ha lavorato sodo per ottenere una reazione soprattutto dal punto di vista mentale

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LECCE - Di parlare non ha molta voglia, e si vede. Eusebio Di Francesco si presenta in sala stampa con il volto tirato dalla tensione: "E' come quando andavo in campo io, sento la stessa pressione", precisa, ma è vero che nelle precedenti vigilie il clima in sala stampa era diverso. L'aria è pesante, lo si percepisce. Sono passate due settimane dalla sconfitta con il Cagliari e dalle dichiarazioni forti del tecnico, nel dopogara.

Non è dato sapere se Di Francesco terrà fede a quell'intento di mezza epurazione cui aveva fatto riferimento, stanco di vedere gente che non ha dato alla causa del Lecce il tutto per tutto. Ci sono le defezioni per problemi fisici cui far fronte: Ferrario, Di Michele e anche Julio Sergio restano nel Salento mentre della comitiva partita alla volta di Genova fanno parte Olivera e Carrozzieri. Entrambi sono intorno al 50 per cento della condizione - ha detto l'allenatore - anche se l'uruguagio dovrebbe stare un passo avanti. Quanto basta per ritenere probabile una sua iscrizione nel referto ufficiale della gara, anche se con ogni probabilità finirà in panchina.

In settimana Di Francesco ha provato più volte una soluzione offensiva con un trequartista e due punte, ma il problema del Lecce è soprattutto di testa e il lavoro in questi giorni è stato centrato soprattutto sull'aspetto motivazionale e mentale. Per questo la partita di domani assume una valenza particolare: resta da capire quanto il tempo trascorso dall'ultimo impegno ufficiale sia effettivamente servito per ricompattare lo spogliatoio e far salire il livello della concentrazione. E stavolta il mister giallorosso non vuole farsi ingannare dall'impegno e dal sudore visto in settimana. E' accaduto già altre volte, per poi ritrovarsi con un pugno di mosche al termine dei 90 minuti.

"Penso che una squadra si debba identificare con il suo allenatore e forse sotto questo aspetto non sono stato bravo", confessa rivolgendo poi il pensiero alla lettera ricevuta da un tifoso che gli ha chiesto non il risultato ma di tirare fuori il massimo dai suoi giocatori. Domani Di Francesco avrà la risposta.

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