Sabato, 25 Settembre 2021
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A Trieste il Lecce perde pezzi ma non la gara: 1 a 1

Finisce in pareggio la terza uscita dei salentini. Privi di Zanchetta, riescono comunque a portarsi in vantaggio con Abbruscato. Ma nella ripresa, il solito calo di tensione ed il gol di Granoche

C'è un filo conduttore che lega il Lecce di queste prime tre giornate. La squadra, per ora è in formato 45 minuti. I problemi di carburazione nella ripresa restano il cruccio principale. A Frosinone, in un finale incandescente, il rischio di rimediare un pareggio che sarebbe stato bruciante, dopo uno schiacciante dominio. Stessa solfa in casa con il Treviso, con una ripresa più o meno tutta di marca veneta. Ora, a Trieste, la prima mezza delusione: il Lecce che parte di slancio, nasconde la palla all'avversario, lo sotterra sotto un gioco a tratti spumeggiante, passa con una nota acuta di Elvis, per poco non raddoppia, ma alla fine subisce il ritorno furibondo dei padroni di casa e si fa raggiungere sul pareggio per la prima volta dall'avvio del campionato.

Poco male, nessuno pensava realmente ad una volata dopo tre fette di torta: 270 minuti di stagione sono solo un piccolo assaggio di un torneo che ci metterà un po' ad entrare nel vivo. Come da prassi. La B è un massacro di gare infinite che scorrono passando nel mezzo di quattro stagioni (mezze incluse, qualora tornassero ad esistere). Bello e cattivo tempo arrivano così prima o poi per tutte le compagini in gioco. Lo sa Papadopulo, che dopo aver dichiarato al termine di Lecce-Treviso che questa squadra vive un momento di forma atletica non superiore al 70 per cento, prima della trasferta in casa della Triestina aveva messo tutti sull'attenti. Tutto prevedeva, tranne che sarebbe stata una passeggiata. Anche perché il Lecce che a centrocampo soffre di Zanchetta-dipendenza, senza la pasta del capitano deve stringere i denti per inventarsi quella giocata in più. Se poi ci si mette anche la perdita di pezzi in corsa (prima Ardito, poi Polenghi, doloranti in barella) alla fine i salentini si possono accontentare dell'1 a 1. Non sempre c'è trippa per gatti, e poi la classifica continua a sorridere, in testa anche se in nutrita compagnia. Del doman non v'è certezza. Mai.

Neanche con questa corazzata Potemkin della cadetteria che, in linea teorica, non dovrebbe avere problemi a raggiungere l'obiettivo. Se il Lecce riuscisse presto a trovare la condizione ottimale, non dovrebbe più faticare a lasciare gli avversari con un pugno di mosche. E infatti, come un film già visto, Le alabarde triestine, spuntante per buona parte della gara, si sono fatte taglienti solo quando è calatl il ritmo del Lecce. Che dalla sua, ha evidenziato però anche un'altra pecca, eredità dello scorso campionato: crea una mole di occasioni da rete spaventosa, ma finalizza in quantità limitate. Tutti ricordano quanto fossero bugiarde certe striminzite vittorie dello scorso anno, a fronte di un forcing offensivo tambureggiante.

E' successo nella prima frazione di gioco anche a Trieste. Il Lecce parte con lo stesso piglio di Frosinone e, dopo aver preso le misure, lascia alla coppia degli ex di turno violare lo zero a zero. Munari da destra trova il varco e serve un assist preciso che taglia l'area triestina in orizzontale e termina sui piedi di Abbruscato. Sinistro al fulmicotone, palla sotto il sette. Per Generoso Rossi, anche lui insieme a Petras e Piangerelli un ex, ma sull'altra sponda, una legnata inafferrabile. E' appena l'8' minuto, di lì a poco ancora Elvis metterà a dura prova i riflessi di Rossi, che però su rasoterra riuscirà a spedire fuori. La reazione della Triestina, per tutto il primo tempo, non è efficace. A fare buona guardia, in un'occasione, Cottafava (24') tempestivo nelle veci di secondo portiere (fortunatamente con il corpo e non con le mani?) su Sgrigna. Poi, tanta verve, ma poca concretezza. Fino a quando non si rivede il Lecce, dopo la mezzora: prima il Tir al volo (palla fuori), poi, al 40', ancora Abbruscato, innescato dal bomber romano: traversone velenosissimo e destro da due passi che sorvola la traversa. L'urlo "gol" rimane strozzato nella gola dei duecento sostenitori giallo-rossi che hanno sfidato la lontananza per seguire il Lecce. Sono questi gli errori che si pagano più cari. Perché nel secondo tempo arriverà la riscossa.

Quando riprendono le ostilità, il Lecce ha già un volto più o meno nuovo. Al 30' Ardito aveva dovuto abbandonare la gara per infortunio, facendo spazio al giovanissimo Mihoubi. Neanche farlo apposta, ed al 6' dà forfait anche Polenghi, dopo uno scontro di gioco. Entra Schiavi, ma la pressione dei padroni di casa si fa sempre più insistente. Tanto che al 12' giunge il pareggio. Rosati è bravo a sventare su Sgrigna con un balzo che toglie la palla colpita di testa da sotto l'incrocio, ma la corta respinta diventa un assist per Granoche che da due passi deve solo allungare di piatto. Da lì in poi, grande movimento, ma pochi, veri sussulti. Soprattutto, però, tanta, troppa tensione. Alla fine si conteranno in casa giallorossa qualcosa come sette ammoniti ed un espulso: Ardito, Polenghi, Mihobi, Diamoutene, Tiribocchi, Vives e Schiavi fra i "cattivi" (solo Piangerelli nella Triestina) ed un agitatissimo Papadopulo allontanato dal terreno di gioco, come già lo scorso anno, a cinque minuti dal termine.

Il pareggio che ne scaturisce può tutto sommato accontentare il Lecce, si diceva, in vista della gara in casa con l'Ascoli reduce dal pareggio interno con il Rimini. Quando, però, ancora non si sa con certezza: sabato, domenica, o in altra data? Su tutta la serie B tiene banco la discussione sui diritti televisivi. Screditato insieme a tutti i suoi tifosi, ritenuti evidentemente anch'essi di serie B da chi regge le redini economiche di una palla sempre più sgonfia e macchiata di scandali, il campionato cadetto potrebbe rischiare uno stop, qualora non si dovesse raggiungere un accordo che le parti in causa riterranno soddisfacente. Sul piatto, finora, poche briciole, i rimasugli caduti dal tavolo dei "grandi" club, sempre più gonfi di euro. E nelle tifoserie, che più di tutte pagano le conseguenze dei giochi di potere, un senso di nausea sempre più diffuso. "Non alla B al sabato" è lo slogan trasversale che attraversa da anni tante città.


Per le interviste ai protagonisti di Triestina-Lecce, potete collegarvi su https://www.triestina.tv. Troverete i commenti dei due allenatori, Papadopulo e Maran, e dei due autori dei gol, Abbruscato e Granoche.

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