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Albinoleffe-Lecce: cronaca di un pareggio annunciato

In casa della formazione lombarda si chiude con uno scontato 0 a 0 una gara da sbadigli. Sabato i salentini faranno visita al Brescia

C'erano le gambe ancora imballate dalla cavalcata di sabato, con la Juve. C'era il bisogno di riconquistare un po' d'equilibrio ed almeno un sano punticino per mandar giù le tre pillole amare bianconere ingoiate al Via del Mare, che ancora fanno bruciare la pancia. C'era soprattutto un avversario che ha fatto del pareggio una sorta di arma di distruzione di massa. L'Albinoleffe vince poco, ma perde ancor meno. E' stato battuto solo sei volte, fino a questo momento, e in un'occasione proprio dal Lecce. Era l'esordio di Zeman sulla panchina salentina, la squadra sembrava una sorta di macchina da guerra e l'Albinoleffe una formazione imballata e priva di spessore. Ma le prime battute di una stagione non sempre fanno testo, ed infatti, da allora, sono cambiate tante cose. Su entrambi i fronti.

Giunto a Bergamo senza Zanchetta, squalificato, Papadopulo, che a dicembre ha preso il posto del boemo, non ha rinunciato al solito 3-5-2, sfidando Mondonico sul fronte di un modulo speculare e che ha finito per generare una gara disputata prevalentemente a centrocampo, a ritmi bassi e senza grande impeto. Ha prevalso la noia, insomma, con giocate prevedibili e poca voglia di aprire il cassetto delle idee per dare il "la" ad una gara mai decollata, né da una parte, né dall'altra. Come dire: cronaca di uno zero a zero annunciato.

Il Lecce è sceso in campo con Pavarini tra i pali, il consolidato trio difensivo composto da Polenghi, Diamoutene e Cottafava (abbastanza attenti nelle marcature, pur con qualche sbavatura che non ha compromesso l'esito finale) ed un folto centrocampo, con Juliano, Munari e Vives centrali, Giuliatto a sinistra e la novità Vascak a destra. Papadopulo lo ha preferito al brasiliano Tesser, ma senza ottenere grossi risultati: lo slovacco è stato risucchiato dall'inerzia generale. In avanti, infine, la solita coppia Valdes-Tiribocchi, sicuramente artefice di prestazioni migliori.

Mondonico, dal canto suo, ha preparato bene l'ennesimo pareggio stagionale, conquistato grazie al blocco di tutte le fonti di gioco salentine e chiamando i suoi a qualche sporadico tentativo di rimessa. Specie nella prima parte della ripresa, quando i salentini sono calati di tono ed hanno rischiato qualcosa di troppo: la scarsa mira delle punte avversarie ed un mezzo miracolo di Pavarini hanno messo al sicuro un pareggio che, sul finale di gara, è stato accolto a braccia aperte e gambe ferme da entrambe le parti. Per la serie: non facciamoci del male.

La gara, che segnava il recupero della prima di ritorno (il campionato fu fermato dopo la morte dell'ispettore di polizia Filippo Raciti, avvenuta durante gli scontri all'esterno dello stadio, in occasione di Catania-Palermo) è iniziata con un Lecce più aggressivo e l'Albinoleffe piuttosto incartato. Tanto che, dopo appena un minuto di gioco, Vives ha provato la sua specialità: missile terra-aria da distanza chilometrica. Marchetti s'è salvato con un tuffo plastico. Mentre al 5' Diamoutene s'è improvvisato assist-man, servendo Tiribocchi che, da posizione defilata, ha mancato di poco il gol con un pericoloso diagonale di destro. La prima risposta degli azzurri allenati dal "Mondo" è arrivata all'11', con la premiata ditta Cellini-Ruopolo, che ha provato a sfondare dal centro, con uno scambio stretto in velocità, ma senza impensierire più di tanto Pavarini. E praticamente, a parte qualche altra, sporadica incursione (diagonale di Ruopolo, parato a terra da Pavarini: 30' minuto), gli sbadigli si sono alternati ai cartellini gialli di Polenghi e Tiribocchi e alla sostituzione di Dal Prato con Caremi per guai fisici.

Se la prima frazione di gioco non ha mostrato grossi sussulti, la ripresa è stata ancor meno avvincente. Un rasoterra di Peluso parato a terra, altri due cartellini per par condicio rifilati all'Albinoleffe (il già citato Peluso ed Innocenti), un assist di Valdes per Tiribocchi, con tiraccio conclusivo verso la pianura padana. Fino al 12', quando Cellini, raccogliendo un passaggio in piena area di Ruopolo, ha sfiorato il palo con un perfido diagonale. E' stata probabilmente la prima, vera occasione da rete dei padroni di casa. Niente di compromettente e tale da far correre Papadopulo ai ripari in copertura. Anzi, provando a dare smalto ad un attacco spuntato, il mister al 15' ha richiamato un Valdes non al top, per giocarsi la carta Osvaldo. Che al 23' ha avuto la sua grande occasione, con una progressione in area nel corso della quale si è liberato di due uomini, per poi cincischiare con il pallone fra i piedi, fino a farsi recuperare. Ci ha pensato un altro neo-entrato, Ferrari, a concedere qualche emozione. Preso il posto di Ruopolo, al 27' si è liberato di Cottafava e Giuliatto, calibrando un sinistro che ha obbligato Pavarini ad una grande risposta. Ed è stato veramente l'ultimo sussulto di una gara che cadrà presto nel dimenticatoio.


Il Lecce si attesta ora a centro classifica, con 42 punti, ad 11 lunghezze dalla zona play-off. Sabato i salentini faranno visita al Brescia, reduce da un'autorevole vittoria in casa Piacenza.

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